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pubblicato il 26/set/2014 18:04

Paletti dei vescovi per Renzi: fare di piu' su scuola e famiglia

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 26 set 2014 - "Io non ce l'ho con Matteo Renzi, e' giovane, e' simpatico, sa dire tante cose simpatiche...". Il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Nunzio Galantino, conclude con una conferenza stampa il consiglio episcopale permanente, il "parlamentino" dei vescovi italiani, che si e' svolto da lunedi' a mercoledi'. Parla del Papa e di elezione del presidente Cei, di pedofilia e di riforma del sacerdozio, dei cristiani perseguitati (i vertici Cei si recheranno a Gaza a inizio novembre e lui stesso andra' poi in Iraq) e di sinodo. Ma non schiva le questioni politiche. "Il problema - spiega - non e' Renzi persona, ma la politica italiana". E giu' un elenco di problemi che il Governo dovrebbe affrontare, rinunciando agli "annunci" e ottenendo risultati. A partire dalle politiche a favore della famiglia e della scuola. Il vescovo di Cassano Ionio, uomo forte dell'episcopato italiano nell'era Bergoglio, si smarca dalla polemica cucita addosso alla persona del premier. "Se oltre al Corriere della sera, all'amministratore delegato della Fiat, volete mettere insieme anche i vescovi tra quelli che si interessano alla persona di Matteo Renzi, noi non siamo interessati", afferma in risposta alle domande dei giornalisti. "Non partecipiamo all'identikit di Matteo Renzi, se e' simpatico o antipatico". La questione e' di contenuto. E si traduce in una serie di paletti che i presuli piantano sul terreno della politica italiana. "Noi vescovi diamo gia' un giudizio" quando diciamo che "la famiglia non ci pare messa al centro della politica italiana", e "accanto alla famiglia ci mettiamo anche la scuola". Gia' il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aveva detto, in apertura del consiglio permanente lunedi', che e' necessario fare "rete super partes", poiche' "la gente e' stremata e non puo' attendere oltre" mentre si parla di "recessione" e della "necessita'" di "riforme strutturali". Il comunicato conclusivo del "parlamentino" dei vescovi e' ancora piu' circostanziato quando denuncia la "preoccupazione" dei vescovi "per la sordita' dei responsabili della cosa pubblica nei confronti di politiche fiscali e di armonizzazione tra i tempi del lavoro e quelli propri della famiglia". In vista del sinodo di ottobre i vescovi approvano anche un documento nel quale, per altro, esprimono "il timore per la disponibilita' al riconoscimento delle cosiddette unioni di fatto o all'accesso al matrimonio da parte di coppie di persone dello stesso sesso". Mons. Galantino cita la "voglia matta della gente di mettere al centro dell'agenda politica la famiglia" emersa tra i cattolici italiani in vista del sinodo sulla famiglia, denunciando che "le risorse che il Governo mette in capo per scuola e universita' non appaiono adeguate alle esigenze che emergono dalla societa'", rivendicando l'utilita' pubblica della scuola paritaria ("Ma immaginate che tutte queste scuole chiudano all'improvviso: dove collocherebbe lo Stato il milione e 300 mila studenti che le frequentano? Ricordiamo che le scuole paritarie fanno risparmiare allo Stato circa 6 miliardi ogni anno"). Il segretario della Cei precisa di aver letto le "124 pagine" preparate dal Governo per riformare la scuola, sottolineando che ci sono "indicazioni davvero belle". Ma aggiunge: "Mi chiedo quanto si sta facendo sul piano culturale. Il rischio e' che sempre di piu' da noi valgano gli slogan e non i ragionamenti, ma con barzellette, slogan e cosine cosi', cosa pensiamo di andare a dire all'Unione europea?". Nulla di personale, ma il Governo e' avvertito. Mons. Galantino si esprime anche sulla questione del lavoro e dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, denunciando che ci sono "troppe bandiere che sventolano", avvertendo che "la categoria del contro e' sterile" e "alla fine ci saranno morti da una parte e dall'altra" e vengono adottate "soluzioni a mezz'aria" e affermando che "troppa gente, nei sindacati e nella politica, piuttosto che cercare soluzioni al drammatico problema del lavoro, bada a tenere alto il numero dei propri iscritti". "L'allarme del segretario della Cei, Galantino, sulla disattenzione del governo nei confronti della famiglia e' un ulteriore monito per Renzi che, al di la' degli annunci e delle promesse, viene rimproverato da piu' parti", commenta Maurizio Gasparri (Forza Italia). Il vice-segretario del Pd, Lorenzo Guerini, da parte sua dichiara: "Accogliamo sempre come utili sollecitazioni le parole di chi ha a cuore il futuro dell'Italia". Poi aggiunge: "Conosciamo bene le difficolta' e le sofferenze di tanti lavoratori e di tante famiglie. Fin dall'inizio il governo ha orientato tutta la sua azione per dare un po' di respiro a chi, piu' di altri, ha subito gli effetti della crisi, varando la piu' grande redistribuzione di risorse degli ultimi anni che ha coinvolto oltre undici milioni di lavoratori. Non e' una questione solo economica ma prima di tutto di giustizia sociale". Ancora, "questo e' il primo governo che affronta un cambiamento strutturale della scuola coinvolgendo tutti i soggetti protagonisti che possono ora contribuire al miglioramento della riforma". Quanto al mercato del lavoro, secondo il segretario della Cgil Susanna Camusso la parole di mons. Galantino sono da interpretare "come un invito in particolare al governo a non generare un drammatico scontro sociale sui temi dei diritti del lavoro". La riforma del lavoro, afferma da parte sua Guerini, "fuori da polemiche ideologiche, estende tutele e diritti a chi fino ad oggi non li ha avuti e incentiva le imprese ad assumere". Ska

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