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pubblicato il 06/mar/2012 05:10

Palermo/ Nel Pd scontro su alleanze, tensione Bersani-Letta

Il vice: Dopo Monti nulla più come prima. Segretario irritato

Palermo/ Nel Pd scontro su alleanze, tensione Bersani-Letta

Roma, 6 mar. (askanews) - La sconfitta di Rita Borsellino alle primarie di Palermo, la candidata sostenuta da Pd, Idv e Sel ha riaperto il dibattito e lo scontro sulle alleanze tra i Democratici e a questo punto il confronto tra 'montiani' e Bersani avviene alla luce del sole e senza nemmeno la preoccupazione di celare l'irritazione. A rimettere in discussione 'l'alleanza di Vasto' non è solo la minoranza dei veltroniani e degli ex popolari che da tempo solleva il tema, ma anche il numero due, Enrico Letta. Al quale ha replicato duramente il segretario Pier Luigi Bersani: "La foto di Vasto non c'entra nulla con Palermo", ha scandito ricordando le vittorie ottenute in tante città con l'alleanza di centrosinistra. "Dopo Monti nulla sarà più come prima - è stato il ragionamento del vicesegretario - e le alleanze future si costruiranno sulle cose concrete". Bersani, raccontano al Nazareno, non ha per nulla apprezzato l'uscita del suo vicesegretario nel bel mezzo di una campagna elettorale amministrativa fondata sull'asse dell'alleanza di centrosinistra, c'è chi lo ha descritto "infastidito" dall'uscita di Letta e dal "surreale assillo" verso la foto di Vasto, surreale perchè Bersani non fa che ripetere di voler allargare l'alleanza ai moderati. Ma Bersani sa bene che la polemica su Vasto non è affatto 'surreale', in ballo c'è il tema di cui si discute dalla nascita del Governo Monti e che sarà impossibile evitare dopo le amministrative sarà difficile: come dovrà presentarsi il Pd alle elezioni del 2013, soprattutto nel caso sempre più probabile di un 'bis' di Mario Monti reclamato a gran voce non solo da Pier Ferdinando Casini ma anche da 'grandi elettori' del Pd come Eugenio Scalfari. Un tema tipicamente da congresso, se non fosse che per ora tutti negano di volere assise anticipate Bersani, pubblicamente, cerca di confinare il 'caso Palermo', dove ha vinto Fabrizio Ferrandelli, ex Idv, sostenuto da una parte del Pd, quella favorevole all'alleanza con Lombardo, ad una vicenda 'locale': "Lì, in Sicilia, ci sono problemi politici". Problemi che in effetti si trascinano da mesi e mesi e che hanno a che fare proprio con il rapporto tra il Pd e l'area politica centrista siciliana espressa dal governatore. Beppe Lumia esponente siciliano del Pd che in questa logica ha sostenuto Ferrandelli si è spinto fino all'ipotesi di chiedere le dimissioni di Bersani, minaccia che, assicurano al Nazareno, ha lasciato "indifferente" il segretario. Il leader del Pd ha quindi difeso la scelta delle primarie: "Dire basta non si può perchè sono una risorsa e la gente le vuole ma non possono risolvere problemi politici" perciò "bisogna farle meglio" e quindi "la vera correzione è mettere la politica prima, far decidere alla politica", ossia "non devono diventare una resa dei conti" interna al Pd.

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