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pubblicato il 08/mar/2012 12:10

Palermo/ Clima sempre più rovente in vista campagna elettorale

Borsellino ricorre a garanti.Si incrina rapporto Costa-Terzo polo

Palermo/ Clima sempre più rovente in vista campagna elettorale

Palermo, 8 mar. (askanews) - In un clima arroventato dalle polemiche sorte intorno ai presunti brogli alle primarie del centro sinistra, continua a Palermo la marcia delle diverse coalizioni verso le elezioni comunali del 6 e 7 maggio. Ieri sera l'europarlamentare del Pd Rita Borsellino, sconfitta alle consultazioni di domenica scorsa vinte da Fabrizio Ferrandelli, si è appellata al Collegio dei garanti affinché venga accertato che l'esito delle primarie non sia stato falsato da atti irregolari. Nel pomeriggio la Procura di Palermo ha indagato una rappresentante di lista della lista di Ferrandelli che insieme al marito, anche lui indagato, avrebbe commesso irregolarità nel seggio del popolare quartiere Zen. Il vincitore delle primarie, dal canto suo, si è difeso sostenendo di non aver tratto nessun vantaggio dal voto allo Zen, e di aver conosciuto la rappresentante di lista quando questa svolgeva lo stesso compito per Leoluca Orlando alle primarie del 2007. Intanto, sul fronte del Terzo Polo, qualcosa rischia di incrinare il rapporto tra il candidato Massimo Costa e la coalizione, composta da Fli, Mpa e Grande Sud, che lo appoggia. Ai vertici regionali di Futuro e libertà, infatti, non piace l'apertura al Pdl mostrata ieri dal giovane candidato, che ha definito "ben accetto" il Popolo della libertà qualora decidesse di convergere sul suo programma. Carmelo Briguglio, coordinatore regionale di Fli, in serata ha dichiarato "impossibile che Fli accetti il Pdl nella coalizione che lo sostiene nella candidatura a sindaco. Se Costa ci ha ripensato - ha detto Briguglio - ne prenderemo atto e ne trarremo le conseguenze politiche". A restare ancora un'incognita, infine, è ancora la posizione del Pdl. Se ieri sembrava il giorno dell'ufficializzazione della candidatura di Francesco Cascio, tutto è sfumato a causa di impegni del segretario del Pdl Angelino Alfano che non ha potuto prendere parte al vertice romano da cui sarebbe uscito il nome del candidato a Palazzo delle Aquile.

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