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pubblicato il 31/ott/2013 12:00

Pagnoncelli: sì a Forza Italia dal 74% degli elettori Pdl

Ma sulla leadership di Berlusconi i giudizi sono ambivalenti

Pagnoncelli: sì a Forza Italia dal 74% degli elettori Pdl

Roma, 31 ott. (askanews) - "Il ritorno a Forza Italia è accolto con un elevato scetticismo dagli elettori: solo 32% pensa che si tratti di un'operazione politica forte, necessaria a rilanciare l'area moderata mentre il 61% ritiene che si tratti si un'operazione di marketing politico. Analizzando le opinioni degli elettori del PDL si riscontra un atteggiamento opposto: il 74% crede nel ritorno a Forza Italia mentre il 22% mostra perplessità al riguardo. Ci si domanda se questa scelta sia destinata ad avere successo in un contesto profondamente mutato rispetto al 1994 e soprattutto quale possa essere la strategia alla base di una decisione che appare una sorta di 'operazione nostalgia'". Così il sondaggista Nano Pagnoncelli analizza su InPiù, quotidiano di commenti on-line diretto da Giancarlo Santalmassi, il passaggio dal Pdl a Forza Italia voluto da Silvio Berlusconi. "Partiamo dai numeri - prosegue Pagnoncelli - Al di là delle pur efficaci modalità comunicative con cui dal 25 febbraio in poi gli esponenti del Pdl e i sostenitori berlusconiani rappresentano il risultato elettorale ("10 milioni di persone hanno votato per Berlusconi") non va dimenticato che il Pdl ha subito una emorragia di voti senza precedenti, infatti se nel 2008 oltre 13,6 milioni di elettori avevano votato per il partito presieduto da Berlusconi, nel 2013 il Pdl ha ottenuto 7,3 milioni di voti, perdendone un'enormità (6,3 milioni). Sommando i voti degli alleati (Lega Nord, che pure ha più che dimezzato il proprio elettorato, Fratelli d'Italia, la Destra, Grande Sud, Pensionati, ecc.) la coalizione ha ottenuto 9,9 milioni di voti, contro i 17 milioni del 2008". Dove sono andati gli elettori che hanno cambiato scelta? "Meno di un elettore su due del 2008 (47%) - risponde Pagnoncelli - ha confermato il voto per il PDL: si tratta di un tasso di fedeltà largamente inferiore a quelli del passato, che si attestavano intorno al 75%-80%. L'uscita dal Pdl si è indirizzata prevalentemente verso l'astensione (18%) e il Movimento 5 Stelle (16%); inoltre verso la Lega e gli altri partiti del centrodestra (complessivamente 8%) e i centristi (6%). Il ritorno a Forza Italia appare come un ritorno ai valori fondativi del movimento nell'intento non tanto di conquistare nuovi elettori quanto piuttosto di evitare nuove defezioni (soprattutto ora che si sta manifestando un'ipotesi separatista, ancorché poco convinta e perciò intermittente) e di recuperare una parte dell'esercito degli elettori delusi. La presenza di Berlusconi può favorire o ostacolare questo processo? difficile dirlo perché mai come in questo periodo il leader del Pdl/Forza Italia è oggetto di sentimenti ambivalenti da parte del proprio elettorato: è considerato l'unico a poter tenere unito il partito e a incarnarne i valori e i tratti identitari ma nel contempo non risponde alla domanda di novità e di futuro che alberga tra gli elettori".

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