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pubblicato il 08/apr/2013 15:39

P.A.: Upi, ristretto l'ambito pagamenti. Poche risorse per l'immediato

(ASCA) - Roma, 8 apr - ''Avevamo chiesto al Governo di permetterci di pagare da subito il 50% dei debiti con le imprese. Invece si e' scelto di imbrigliare la prima parte dei pagamenti in norme che, nella maggior parte dei casi, permetteranno di coprire non piu' del 20% di quanto si aspettano le imprese. Ancora una volta si e' scelta la strada dei vincoli per frenare gli enti locali''. Lo dichiara il presidente dell'Upi, Antonio Saitta, commentando il testo del decreto pagamenti approvato dal Consiglio dei Ministri e atteso per la giornata di oggi in Gazzetta Ufficiale.

Il testo, infatti, stabilisce che da subito, Province e Comuni potranno effettuare pagamenti ''nel limite massimo del 13% delle disponibilita' liquide detenute presso la tesoreria statale al 31 marzo 2013'' fino ad un massimo del 50% dei debiti che dovranno pagare. ''Faccio l'esempio della mia Provincia, Torino: noi abbiamo pagamenti bloccati per le imprese pari a piu' di 40 milioni di euro e abbiamo in cassa soldi sufficienti a potere pagare l'intero ammontare - aggiunge Saitta - senza nemmeno bisogno di fare ricorso alla Cassa depositi e prestiti. Se avessimo avuto la possibilita' di pagare subito la meta' dei debiti, avremmo potuto pagare fatture per oltre 20 milioni di euro, ma con il vincolo del 13% invece ne potremo usare non piu' di 10 subito e gli altri, tra decreti attuativi e pratiche burocratiche, non prima di tre mesi''. ''Se l'obiettivo era di immettere da subito denaro - sottolinea Saitta - allora sarebbe stato piu' opportuno evitare tutti questi vincoli. Le procedure poi continuano ad essere troppo complesse e si parla di due decreti attuativi solo per pagare i debiti di Province e Comuni. Ribadiamo che riteniamo indispensabile un intervento correttivo del Parlamento, che semplifichi la procedura e eviti di aggiungere lungaggini inutili. Le imprese si aspettano di potere ricevere i loro soldi ora, non entro l'anno''. ''C'e' poi da lavorare in Parlamento perche' attraverso questo decreto si possano finalmente modificare le regole del patto di stabilita' interno - conclude il presidente dell'Upi - che sono quelle che hanno permesso che si arrivasse a questa situazione assurda. Sarebbe grave rimandare ancora un intervento strutturale che tutti i partiti hanno definito urgente''. com/rus

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