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pubblicato il 01/apr/2014 12:45

P.A.: Tajani, Italia ancora non paga imprese. Rischio infrazione vicino

P.A.: Tajani, Italia ancora non paga imprese. Rischio infrazione vicino

(ASCA) - Roma, 1 apr 2014 - ''Non migliora'' la situazione debitoria nei confronti delle imprese da parte dello Stato italiano che ''non ha mai comunicato'' la cifra esatta del debito accumulato dal 1 gennaio 2013, data da cui si calcola la violazione della direttiva Ue sull'obbligo di saldare per cui Bruxelles ''sta aprendo'' procedure di infrazione.

E' il nuovo avvertimento lanciato all'Italia dal vicepresidente della Commissione Ue con delega alle imprese, Antonio Tajani, intervenuto alla trasmissione 'Prima di tutto' su Radio1.

''Purtroppo la situazione non sta migliorando'', ha indicato Tajani sottolineando che, a fronte dell'obbligo di saldare le imprese entro 30 0 60 giorni, a seconda dei casi, introdotto in sede Ue ''in Italia le P.A. pagano in media entro 200 giorni, con dei picchi di 1200-1.300 giorni. Questo debito, peraltro, non e' quantificabile con esattezza: si parlava di 100 miliardi di euro, poi 25 sono stati pagati ne restanoo 75. Pero' la cifra esatta non la conosciamo perche' lo stato italiano non la ha mai comunicata con precisione''.

Tajani ha chiarito ''che le infrazioni che stiamo aprendo non riguardano il pregresso, ma il mancato rispetto della direttiva comunitaria entrata in vigore dal 1 gennaio 2013.

Una direttiva molto chiara, che l'Italia non sta rispettando''. L'esponente dell'esecutivo Ue ha quindi precisato che ''altro problema sono i debiti pregressi per i quali noi siamo gia' intervenuti e abbiamo chiesto al governo italiano di pagare tutto entro la meta' del 2015, perche' il 1 luglio del 2015 entrera' in vigore il fiscal compact, quindi regole piu' rigide''. ''Se i cittadini che non pagano - e' lo'a riflessione conclusiva di tajani - vengono inseguiti da Equitalia con sanzioni durissime, finio alle ganasce fiscali, non vedo perche' lo Stato debba essere trattato diversamente rispetto al normale cittadino. Se c'e' una sanzione comunitaria, lo Stato deve sosttostarvi avendo mancato il rispetto delle revole. Non siamo piu' -nel Medioevo, non ci sono pu' i servi della gleba, siamo tutti cittadini con gli stessi diritti e doveri''. red-stt

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