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pubblicato il 05/giu/2013 18:29

P.A.: Rughetti (Pd), provvedimento e' atto di civilta'

P.A.: Rughetti (Pd), provvedimento e' atto di civilta'

(ASCA) - Roma, 5 giu - ''Questo decreto legge e' un atto di civilta' che rimette dentro il binario della correttezza e della lealta' il rapporto fra cittadini, imprese e pubblica amministrazione, un rapporto che e' stato minato dalla incapacita' della pubblica amministrazione di pagare lavori e prestazioni gia' eseguiti''. E' quanto ha dichiarato il deputato Angelo Rughetti (Pd) durante la discussione del disegno di legge di conversione del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, recante disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione.

''Si tratta di un vulnus profondo - ha proseguito il parlamentare vicino al sindaco di Firenze, Matteo Renzi - che provoca un danno maggiore di quello economico perche' mette in discussione l'elemento determinante che deve legare il pubblico con il privato: l'elemento della fiducia. Il Provvedimento e' un atto politico che rimette le cose a posto ma al quale siamo giunti per una serie di motivazioni che questo decreto non risolve perche' il compito di questo decreto ed i vincoli che erano alla base della sua costruzione non hanno consentito di intervenire sulle cause che hanno determinato il sorgere di questi debiti commerciali''.

''Nel 2014 tutti i comuni italiani andranno in avanzo finanziario - ha spiegato l'ex Segretario generale dell'Anci - e contribuiranno a migliorare i conti pubblici per di 4,5 miliardi di euro nonostante un taglio di risorse di 2 miliardi e 250 milioni. Al sistema dei comuni sara' chiesto di migliorare il saldo del comparto di 4,5 miliardi e allo stesso tempo si ridurranno i trasferimenti di 2 miliardi e250 milioni di euro. E' come se ad una famiglia si chiedesse di migliorare il saldo in banca ma allo stesso tempo si riducesse lo stipendio del capo famiglia. Per raggiungere questo obiettivo per i comuni non c'e' altra strada che la riduzione degli investimenti. Perche' la spesa corrente dei comuni e' una spesa rigida e sulla quale i tagli continui ai trasferimenti hanno di fatto ridotto all'essenziale. E allora ecco che per stare dentro i vincoli del patto di stabilita' non si fanno piu' manutenzioni straordinarie e opere pubbliche ed i risultati sono evidenti''.

''In 5 anni la spesa per investimenti e' scesa - ha proseguito Rughetti - mediamente del 23% ed in alcune regioni la media raggiunge punte del 35% soprattutto nel mezzogiorno. In termini assoluti vuol dire 5 miliardi l'anno in meno di spesa produttiva che si trasforma in scuole, asili, strade, opere idrauliche che vogliono dire lavoro e fatturato che non ci sono piu'. I miglioramenti riguardano sicuramente l'ampliamento degli spazi finanziari a disposizione dei comuni e delle province grazie alle risposte date ai comuni virtuosi che potranno ricevere spazi finanziari per 1 miliardo. Una risposta importante data alle amministrazioni che hanno pagato i debiti nei primi mesi dell'anno e che potranno cosi' finanziare nuovi interventi in corso d'anno''.

''Un'altra risposta importante e' stata data grazie all'ampliamento del patto di stabilita' regionale incentivato - ha spiegato il deputato del Pd - Con questa norma e' stato elevato ad 1,2 miliardi lo spazio finanziario che le regioni cederanno ai comuni ed e' stato eliminato il vincolo di utilizzare queste risorse solo per far fronte ai residui passivi. Anche in questo caso i comuni potranno riattivare la spesa produttiva senza incidere sui saldi di finanza pubblica. Il paradosso ed il segnale evidente della condizione in cui siamo e' che sommando gli effetti contabili e finanziari di queste norme si produce un risultato superiore al l'obiettivo di patto di stabilita' assegnato al comparto comuni. In sostanza quindi il comparto dei comuni nel 2013 avra' una manovra espansiva cioe' potra' spendere piu' soldi dello scorso anno. Ma se andiamo a prendere la situazione di ogni comune avremo effetti diversi o opposti.

Ci saranno infatti alcuni comuni che avranno un nuovo obiettivo molto ampio e quindi potranno tornare a spendere, mentre ci saranno comuni che dovranno caricarsi il peso della manovra. Questo non e' corretto.

''Io penso - ha concluso Rughetti - che questa sia una vertenza nazionale, la vertenza nazionale. Come accade quando una azienda e' in crisi il governo deve assumere questo tema e trovare una soluzione insieme agli istituti di credito in modo trasparente anche con operazioni e misure straordinarie.

Intanto mettendo subito in cantiere il pagamento di tutti i debiti che saranno catalogati e certificati alla fine del l'attuazione di questo decreto ma soprattutto individuando quali ostacoli oggettivi, concreti le banche adducono alla impossibilita' di fare credito e quali soluzioni possono essere individuate per sopperire a questi ostacoli. Su questo tema nessuna prova deve rimanere intentata perche' e' una questione che ha una gravita' assoluta alla quale in qualche modo occorrera' dare una risposta''.

com/vlm

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