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pubblicato il 08/feb/2013 13:58

P.A.: Garante Privacy, su trasparenza piu' garanzie a tutela persone

(ASCA) - Roma, 8 feb - Si' condizionato allo schema di decreto legislativo del ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione relativo agli obblighi di trasparenza della Pa. Lo comunica una nota del Garante per la protezione dei dati personali.

Nel dare il suo parere favorevole, si legge nella nota, il Garante ha infatti posto una serie di ''paletti'' chiedendo che alcune norme vengano modificate, introducendo maggiori garanzie a tutela delle persone. La necessita' di realizzare un controllo diffuso sull'attivita' della Pubblica amministrazione non deve condurre a forme sproporzionate di diffusione di informazioni che possono finire per ledere i diritti dei cittadini, specialmente di quelli in condizioni piu' disagiate.

L'Authority condivide le ragioni sottese al provvedimento e l'obiettivo di garantire la trasparenza nell'attivita' della Pa, prosegue la nota, ma ritiene che un tale valore debba essere comunque bilanciato con un diritto di pari rango costituzionale come quello della riservatezza e della protezione dei dati che trova la sua matrice nella normativa europea. Per questi motivi valuta con preoccupazione i possibili rischi che alcune disposizioni contenute nel provvedimento potrebbero determinare. Rischi ancora piu' forti se si tiene conto della particolare delicatezza di alcune informazioni che verrebbero messe on line e della loro facile reperibilita' e riutilizzabilita' incontrollata grazie ai motori di ricerca.

Si pensi soltanto ai dati sensibili o in grado di rivelare condizioni di disagio economico e sociale di anziani, disabili o altri soggetti deboli che beneficiano di sussidi (es. social card), continua la nota, la cui diffusione potrebbe comportare irreversibili danni per la dignita' degli interessati, anche considerate le difficolta' oggettive di cancellare tali informazioni una volta in rete. Sono gia' numerosi, in questo senso, i casi sottoposti in questi ultimi anni all'Autorita'. Nell'esprimere il suo parere, l'Autorita' ha anche tenuto conto di quanto previsto dalla normativa europea, di quanto stabilito dalla stessa Corte di Giustizia e del fatto che nella stragrande maggioranza dei Paesi europei non esistono forme di diffusione paragonabili a quelle che si intendono realizzare nel nostro. Queste le richieste avanzate dal Garante.

Dati personali - Sui siti web della Pa non dovranno mai essere diffusi dati sulla salute e sulla vita sessuale. Vanno esclusi dalla pubblicazione i dati identificativi dei destinatari dei provvedimenti dai quali si possano ricavare dati sullo stato di salute o di uno stato economico-sociale degli interessati: si pensi al riconoscimento di agevolazioni economiche, alla fruizione di prestazioni sociali collegate al reddito, come l'esenzione dal contributo per le refezione scolastica o dal ticket sanitario, i benefici per portatori di handicap, il riconoscimento di sussidi ad anziani non autosufficienti, i contributi erogati per la cura di particolari malattie o per le vittime di violenza sessuale.

Cosi' come non appare giustificata la diffusione di dati non pertinenti rispetto alle finalita' perseguite, quali ad esempio l'indirizzo di casa, il codice fiscale, le coordinate bancarie, la ripartizione degli assegnatari secondo le fasce ISEE, informazioni sulle condizioni di indigenza. Piu' in generale, le pubbliche amministrazioni nel pubblicare atti o documenti dovranno rendere inintelligibili i dati personali non pertinenti o, se sensibili e giudiziari, non indispensabili rispetto alle finalita' di trasparenza che si intendono perseguire nel caso concreto. Potranno inoltre pubblicare sui propri siti web informazioni e documenti per i quali non vi e' l'obbligo di pubblicazione, ma solo una volta che avranno reso anonimi i dati personali in essi contenuti.

Motori di ricerca - I documenti pubblicati dovranno essere rintracciabili solo mediante i motori di ricerca interna al sito del soggetto pubblico e non attraverso i comuni motori di ricerca generalisti, garantendo cosi' la conoscibilita' dei dati senza che essi vengano estrapolati dal contesto nei quali sono inseriti.

Durata della pubblicazione -Dovranno essere stabiliti periodi differenziati di permanenza on line dei documenti, e si dovra' prevedere una accessibilita' selettiva una volta scaduto il termine di pubblicazione.

Dipendenti pubblici - Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, lo schema di decreto legislativo dovra' essere modificato circoscrivendo la pubblicazione dei dati ad un ambito piu' ristretto di informazioni personali, strettamente pertinenti, sia riguardo ai curricula sia ai compensi corrisposti, individuando anche modalita' di diffusione meno invasive di quelle previste.

Incarichi politici e cariche elettive - Per quanto riguarda gli obblighi di trasparenza relativi ai titolari di incarichi politici o di carattere elettivo il Garante ha richiamato l'attenzione del Governo sull'opportunita' di una riflessione generale sull'impianto della disciplina, richiedendo una graduazione degli obblighi di pubblicazione sia sotto il profilo della platea dei soggetti coinvolti che del contenuto degli atti da pubblicare. In particolare, occorre circoscrivere il contenuto delle dichiarazioni dei redditi da pubblicare alle sole notizie risultanti dal quadro riepilogativo della dichiarazioni stesse, allo scopo di evitare la diffusione di dati anche sensibili (come la scelta del contribuente sulla destinazione del ''5 per mille''). Lo stesso vale per soggetti estranei all'incarico pubblico, come coniugi, figli, parenti, ai quali e' comunque necessario chiedere il consenso alla pubblicazione dei dati. Tale consenso dovra' essere libero e non condizionato e non dovranno comunque essere resi noti i nomi degli interessati che non intendessero fornirlo.

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