martedì 21 febbraio | 11:37
pubblicato il 28/mag/2014 17:27

P.A.: Garante Privacy, bilanciare trasparenza e dignita' persona

(ASCA) - Roma, 28 mag 2014 - ''Oggi la scommessa e' la ricerca di un corretto bilanciamento e di un ragionevole equilibrio tra attuazione del principio di trasparenza e tutela della riservatezza. E proprio a questa scommessa rispondono le nuove Linee guida sulla trasparenza adottate dal Garante''. E' quanto ha affermato Licia Califano, componente dell'Autorita' garante per la privacy e costituzionalista, al seminario dedicato alla trasparenza della Pa sui siti web tenuto oggi nell'ambito del Forum Pa.

Nel suo intervento Licia Califano ha ripercorso le tappe normative che hanno segnato il passaggio graduale verso una piu' moderna forma di ''amministrazione aperta'', a partire dalla legge n. 241 del 1990, per arrivare fino al recente decreto legislativo n. 33 del 2013. Una trasparenza che, nata sul versante delle performance della Pa, evolve nella duplice prospettiva della piena accessibilita' delle informazioni per sapere come vengono spesi i soldi pubblici (nell'ottica dell'anticorruzione), ma anche di un'amministrazione aperta e disposta al dialogo con i cittadini.

Secondo la componente del Collegio Garante e' oggi necessario ''trovare un equilibrio fra una trasparenza che deve essere perseguita e la dignita' dell'individuo che non puo' essere travolta''. ''La diffusione indiscriminata online di informazioni - ha sottolineato - mina uno dei fondamenti su cui si costruisce l'architettura di principi e norme di matrice costituzionale, ma prima ancora europea, del diritto fondamentale alla privacy: ossia l'habeas data, il potere di autodeterminazione informativa riconosciuto ad ognuno, il pieno controllo sulle informazioni che ci riguardano''. La costituzionalista e' poi passata alla disamina delle Linee guida appena emanate dall'Autorita' mettendo il luce gli aspetti principali: il diverso regime previsto a seconda che la pubblicazione persegua finalita' di trasparenza oppure altre finalita' (come la pubblicita' legale); il rispetto del principio di necessita' e non eccedenza nella diffusione dei dati personali dei cittadini; la non rintracciabilita' sui motori di ricerca dei dati sensibili e giudiziari; il divieto assoluto di diffondere dati sulla salute. Ma soprattutto la questione cruciale degli ''open data'', cioe' alla grande massa di informazioni online liberamente accessibili a tutti e riutilizzabili in vario modo. E' importante ricordare - ha concluso Licia Califano - che i 'dati aperti' in via generale non pongono problemi di privacy, poiche' nella maggior parte dei casi sono riferiti a dati aggregati o comunque informazioni non personali. Nelle ipotesi pero' in cui questi documenti contengano dati personali, il Garante non intende impedirne la pubblicazione ne' tantomeno il riutilizzo, ma chiede alle amministrazioni di adottare di le necessarie cautele affinche' siano evitati abusi.

res/rus

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