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pubblicato il 18/giu/2014 13:16

P.A.: Fassino (Anci), rivedere norma rilascio codice identificativo

(ASCA) - Roma, 18 giu 2014 - Un incontro urgente per risolvere il problema che si verra' a creare in molti Comuni non capoluogo di provincia in materia di appalti pubblici a seguito della prossima conversione in legge del Dl 66/2014.

E' quanto chiede il Presidente Anci Piero Fassino in una lettera inviata al ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi. Nel testo, rileva Fassino, si prevede (comma 4 dell'art. 9) che l'Autorita' di vigilanza sui contratti pubblici non rilasci il Codice Identificativo Gara (Cig) ai comuni non capoluogo di provincia che procedano alla acquisizione di lavori, beni e servizi in violazione delle modalita' indicate dalla stessa norma, ovvero non ricorrano a Consip o ad altro soggetto aggregatore.

Nella lettera, Fassino segnala che '''il forte rischio che si rinviene dalla applicazione della disposizione menzionata e' il sostanziale blocco delle gare di appalto dal momento che i Comuni non avranno tempo congruo per (come prevede la norma) consorziarsi o per procedere alla costituzione di Unioni di Comuni e saranno obbligati a ricorrere a Consip S.p.a.''. In proposito, Fassino segnala che '''per alcune categorie di servizi e di lavori non esistono convenzioni Consip a cui i Comuni possano aderire, trattandosi di servizi e di lavori non standardizzabili, ad esempio i servizi sociali o la manutenzione delle strade, poiche' si tratta di servizi resi da particolari categorie di enti''.

Nel segnalare anche che '''la norma rischia di rendere difficoltosa la realizzazione degli interventi di edilizia scolastica, in particolare quelli previsti nel Dpcm approvato nel Consiglio dei Ministri di venerdi scorso'', Fassino segnala che la Associazione dei Comuni italiani ha da tempo avanzato proposte emendative di modifica della norma in via di conversione, che pero' '''fino ad oggi non hanno trovato positivo riscontro''.

Da qui, la richiesta di un incontro urgente per individuare una soluzione condivisa '''che sappia coniugare l'esigenza di razionalizzazione del numero di stazioni appaltanti con una opportuna e necessaria fase transitoria di adeguamento ordinamentale per i Comuni, nonche' la possibilita' di valutare modalita' piu' flessibili e in taluni casi economicamente piu' sostenibili, di reperimento di lavori e servizi''.

rus/red

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