sabato 25 febbraio | 23:41
pubblicato il 10/apr/2013 13:47

P.A.: Delrio (Anci), bene via a pagamenti ma cambiare Patto stabilita'

(ASCA) - Roma, 10 apr - Via libera ai pagamenti dei debiti con le ziende in molti comuni italiani, ma per evitare un nuovo stallo e' necessario cambiare il Patto di stabilita'.

E' quanto sostenuto dal presidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci), Graziano Delrio, in un'intervista a Radio Capital, nella quale il sindaco di Reggio emilia ha anche criticato la scelta di escludere Matteo Renzi dai grandi elettori toscani del presidente della Repubblica.

In molti altri comuni ''e' stato dato il via libera per i primi pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione'' ha spiegato Delrio il quale, sulle richiesta di Confindustria di snellire le procedure, ha sotenuto che ''si potra' semplificare un po', perche' quando non ci sono soldi disponibili, penso alle regioni piu' che ai comuni, devi farteli prestare e allora entrano in gioco le banche, le procedure si fanno inevitabilmente piu' complesse''. Secondo Delrio ''il decreto pero' va visto nella sua forza: immette liquidita'. Detto questo i fallimenti aumentano, piu' 13% da inizio anno, si deve combattere l'inefficienza di chi non paga nei tempi giusti. Molti Comuni sono nel giusto, ma sono stati bloccati dal Patto di stabilita', una regola sbagliata ma c'e' anche chi e' inefficiente e le amministrazioni non devono far soffrire le imprese. Ora pero' va cambiato il Patto di stabilita', si devono cambiare le regole che hanno portato all'accumulo di quei 7 miliardi in cassa, perche' c'e' il rischio che anche nel 2013 i soldi si blocchino e non arrivino alle imprese'', e' il ragionamento del presidente Anci. Delrio ha ammonito, inoltre, che ''con i tagli agli enti locali il momento e' difficilissimo e c'e' il rischio che tra poco anche i comuni chiudano oltre alle imprese, tra tagli e Patto i bilanci non tornano piu'''. Sulla situazione di stallo a livello nazionale e sull'incontro Bersani- Berlusconi, Delrio ha commentato: ''e' giusto il lavoro di dialogo, serve un presidente di garanzia ma attenzione a non scegliere profili non all'altezza della credibilita' internazionale. Non abbiamo bisogno di un accordicchio con Berlusconi. Non si fanno inciuci sul governo e men che meno sul Quirinale''. Interrogato sull'esclusione da parte del Pd toscano di Renzi come grande elettore per il Quirinale il sindaco di Reggio Emilia, un renziano di ferro, ha affermato che ''non c'e' niente di nuovo ma molti italiani si chiederanno il perche' di questo no. Matteo e' un leader nazionale, riconosciuto e amato, sarebbe stato naturale che fosse un grande elettore''. Se Renzi partecipasse fino in fondo a qualche direzione del Partito in piu' si sarebbe evitata questa entrata a gamba tesa contro di lui? ''Renzi - ha risposto Delrio - dice in privato quello che dice in pubblico, la Direzione non e' l'unica occasione in cui si parla in un partito. Tutti, a cominciare da Bersani Letta e Franceschini, sanno cosa pensa Matteo, non c'e' ipocrisia o mancanza di lealta'. Se ha un difetto e' che piuttosto che parla fin troppo chiaro''.

com-stt

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