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pubblicato il 09/mag/2013 17:22

P.A.: Ciambetti (Veneto), da Regioni virtuose toppa a guai Governo Monti

(ASCA) - Venezia, 9 mag - ''Il riparto alle Regioni dei fondi del decreto 'sblocca debiti' voluti dal governo Monti ha smascherato una presa in giro, dimostrando che quei fondi non avevano nulla a che fare con il pagamento dei debiti, ma servivano a finanziare, a tassi agevolati, Regioni con deficit di cassa. Per fortuna, le Regioni virtuose sono riuscite a incidere in maniera profonda nel riparto, rettificando le tabelle ministeriali, rimettendo in gioco circa un miliardo e mezzo di euro. Insomma abbiamo messo una toppa a uno dei tanti guai lasciati da Monti''. L'assessore al bilancio e agli Enti locali della Regione del Veneto, Roberto Ciambetti, saluta cosi' la revisione del calcolo di riparto effettuato ai sensi del decreto 35/2013, che gia' da mercoledi' sera aveva allertato non pochi tecnici di Regioni come Lombardia ed Emilia, oltre al Veneto. ''Quando ho letto i primi dati consegnati dal ministero - spiega Ciambetti - ho avuto la riprova dei dubbi nutriti sin da subito sul provvedimento: al Lazio andava il 40,91 per cento dei fondi, circa 4 miliardi, alla Campania, con 2 miliardi e 900 milioni, il 25,55 per cento, in pratica oltre il 65 per cento del totale concentrato in due Regioni. Il Veneto, al pari di altre Regioni, non aveva chiesto soldi a Roma, per un motivo molto semplice: i soldi noi li abbiamo, non abbiamo bisogno di chiedere prestiti allo Stato per pagare i nostri debiti. Abbiamo bisogno che lo Stato ci lasci spendere i nostri soldi, mentre vengono dati soldi a Regioni che, indipendentemente dal Patto di stabilita', hanno problemi di cassa''. L'assessore al bilancio spiega il problema: ''Le uniche somme previste dal decreto 'sblocca debiti' che non rientrano nel Patto - ha detto - sono quelle relative alla sanita' e per questo si sono rivolte al Ministero per chiedere il finanziamento agevolato solo le Regioni che hanno difficolta' di cassa, ottenendo risorse a tassi agevolati. C'e' un bel problema pero': se il Veneto avra' bisogno di cash in futuro, dovra' rivolgersi al mercato pagando interessi ben piu' cari, il che significa essere doppiamente beffati, perche' chi ha avuto finanze allegre viene oggi agevolato, chi e' stato virtuoso non solo non viene agevolato oggi, ma rischia una forte penalita' domani. Come al solito. ''Fortunatamente non siamo caduti in questo trabocchetto - ha concluso Ciambetti - e assieme alle Regioni virtuose, Lombardia, Emilia e, in questo caso, anche Puglia, Abruzzo e Basilicata, abbiamo fatto gioco di squadra. Certo e' che il problema dei tetti di spesa del Patto di stabilita' si fa giorno dopo giorno sempre piu' drammatico, mentre e' chiaro che, a saldi immutati, prevedendo un tetto pro-capite di spesa, dunque ricalibrato sulla base dei cittadini residenti, le cose cambierebbero: per noi, in Veneto, significherebbe poter pagare oltre 700 milioni e in tempi di crisi sarebbe una bella boccata d'ossigeno''.

com/res

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