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pubblicato il 04/set/2013 16:15

P.A: Brunetta, a imprese solo 7,2 mld. Responsabilita' Saccomanni

P.A: Brunetta, a imprese solo 7,2 mld. Responsabilita' Saccomanni

(ASCA) - Roma, 4 set - Al momento sono arrivati agli imprenditori 7,2 miliardi di euro dei 17,9 messi a disposizione per i pagamenti della P.A.: ''Questo e' un fallimento tanto del governo Monti, di cui e' il decreto che prevedeva procedure di pagamento farraginose e opache, tanto del governo Letta, a prevalente responsabilita' del ministro dell'Economia e delle finanze, Fabrizio Saccomanni, che non ha ancora saputo imprimere l'accelerazione necessaria''. Lo sostiene in una nota il capogruppo alla Camera del Pdl, Renato Brunetta. ''Apprendiamo dal ministero dell'Economia e delle finanze - si legge nel comunicato - che ''grazie alle procedure attivate per attuare il decreto 'sblocca debiti' sono stati messi a disposizione degli enti pubblici debitori 17,9 miliardi di euro e questi hanno provveduto a pagare ai propri creditori debiti scaduti per un importo pari a 7,2 miliardi''. ''Insomma - prosegue l'ex-ministro - dei 20 miliardi per il 2013 inizialmente previsti dal Decreto ne sono stati effettivamente pagati solo 7,2. Andando avanti di questo passo possiamo dimenticarci l'effetto shock sull'economia che ci attendevamo dal pagamento dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni, e si allontana sempre di piu' l'uscita dell'Italia dalla crisi (unico Paese ancora con Pil negativo, come ci ha segnalato ieri l'Ocse)''.

''Il Popolo della liberta' ha proposto non solo la velocizzazione del pagamento dei 20 miliardi del 2013, ma anche l'anticipo di un anno dei 20 miliardi di pagamenti inizialmente previsti per il 2014, e la previsione di ulteriori possibili forme di finanziamento da parte del sistema bancario e delle societa' di factoring, da attivare mediante semplice concessione di garanzia da parte dello Stato, coinvolgendo Cassa depositi e prestiti, per il pagamento di altri 30 miliardi di debiti - afferma - Vale a dire complessivi 50 miliardi di pagamenti in piu' nel 2013 rispetto alle previsioni del decreto originale''. Per Brunetta ''se il governo facesse veramente sul serio, il risultato sarebbe una grande operazione win-win. Vincono le imprese, che ricevono la liquidita' dovuta, ricominciano a pagare i fornitori, tornano a investire e tornano ad assumere. Vince lo Stato, che dal pagamento di 50 miliardi di debiti riceve oltre 10 miliardi di maggior gettito Iva. Da cui anche una fonte di copertura virtuosa, con risorse piu' che sufficienti a finanziare il non aumento dell'Iva dal prossimo 1* ottobre, senza l'introduzione di nuovi balzelli e senza clausole di salvaguardia''. ''Il ritardo che emerge oggi dalla nota del Mef - conclude - non e' accettabile ne' sostenibile. Il ministro Saccomanni deve dire agli italiani cosa intende fare per chiudere al piu' presto e con successo l'annosa questione dei debiti delle Pubbliche Amministrazioni. Ne va della sopravvivenza del tessuto produttivo italiano, che non puo' implodere a causa dell'incertezza del governo e delle lungaggini amministrative di cattive burocrazie centrali e periferiche''. sgr/sam/

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