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pubblicato il 13/lug/2011 17:12

P4/ Slitta di un giorno Giunta Camera voto su Papa, Lega tace

Opposizione compatta per arresto.Il 20 la parola finale dell'Aula

P4/ Slitta di un giorno Giunta Camera voto su Papa, Lega tace

Roma, 13 lug. (askanews) - Slitta di 24 ore il primo voto sulla richiesta di arresto nei confronti di Alfonso Papa, il deputato del Pdl coinvolto nell'inchiesta sulla cosiddetta P4: la Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio, con un accordo tra i gruppi, ha deciso di rinviare a domani - la convocazione è per le 8.30 - il parere sulla domanda dei pm di Napoli. E solo domani la Lega dirà qual è la sua posizione. Ha taciuto anche oggi infatti il deputato del Carroccio Luca Paolini, ago della bilancia in Giunta, insieme al collega Fulvio Follegot, dove la maggioranza è avanti solo di un punto (11 a 10) sull'opposizione. "Oggi - ha spiegato il leghista ai giornalisti - ho sentito le posizioni dell'opposizione e risentito Papa che ha aggiunto qualche elemento a mio avviso non decisivo né risolutivo. Domani mattina farò la relazione a nome mio e del collega Follegot". Un atteggiamento, quello della Lega, "seccante" secondo il finiano Giuseppe Consolo: "Stendiamo un velo pietoso. Capisco che si tratta di decisioni delicate ma non sarà un giorno in più o in meno a cambiare le cose...". A prendere la parola oggi dopo aver ascoltato Papa, che ha portato in Giunta nuove carte a sua difesa, sono stati il deputato del gruppo Misto Mario Pepe, il responsabile Elio Belcastro, l'Idv Federico Palomba, la democratica Donatella Ferranti e l'Udc Pier Luigi Mantini. Quest'ultimo, a nome del terzo polo, ha ribadito il sì all'arresto del deputato del Pdl: "Non ci sono nella richiesta di custodia cautelare elementi di manifesta infondatezza. Papa non ci sembra un perseguitato dalla giustizia né un assetato di giustizia". La pensa così anche la deputata del Pd Ferranti: "Non c'è nessun elemento che testimoni la persecuzione da parte dell'autorità giudiziaria". Quanto alla difesa di Papa, che ha sostenuto di essere vittima di un complotto di ex colleghi della Procura di Napoli per avere preso le parti del procuratore Agostino Cordova nel 2000, la democratica osserva: "Woodcock all'epoca era uditore giudiziario e quindi non poteva avere nessun ruolo nei confronti della cordata di Cordova né contro Papa. C'è una certa amarezza nel fatto che tutta la difesa di Papa sia improntata su un complotto assolutamente infondato". Domani tirerà le sue conclusioni anche il relatore del caso, il deputato Pdl Francesco Paolo Sisto che non ha dubbi: "Non ho mi visto un simile fumus persecutionis. Oggi Papa ha portato in Giunta documenti decisivi da cui si evince che da parlamentare è stato intercettato". Una volta superato lo 'scoglio' della Giunta tuttavia resta per Papa l'incognita dell'Aula: oggi la conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha fissato per mercoledì prossimo 20 luglio alle 16 l'esame della domanda di arresto: il voto può essere segreto e, seppure questa circostanza tradizionalmente porta sempre più voti 'garantisti', l'esito stavolta non è affatto scontato.

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