venerdì 20 gennaio | 03:20
pubblicato il 30/set/2013 12:00

Osservatore Romano: Italia costretta a crisi irresponsabile

Tessuto di regole lacerato da anni rischia definitiva lacerazione

Osservatore Romano: Italia costretta a crisi irresponsabile

Città del Vaticano, 30 set. (askanews) - "L'Italia costretta a una nuova crisi politica". Con questo titolo l''Osservatore Romano' commenta, in prima pagina, la situazione generate dalle dimissioni dei ministri berlusconiani dal Governo Letta. "In queste ore, mentre andiamo in stampa, Berlusconi sta tenendo diversi incontri con gli esponenti del suo partito per mettere a punto le prossime mosse, in un clima fortemente condizionato dalle vicende giudiziarie nelle quali il leader del Pdl è coinvolto", scrive Marco Bellizi sul quotidiano della Santa Sede. "Nel pomeriggio di oggi, lunedì, è in programma l'incontro con i gruppi parlamentari del partito, che non erano stati messi al corrente della decisione di far dimettere i ministri. Diverse voci dissidenti, fra le quali quella di esponenti di primo piano del Pdl, più o meno apertamente hanno espresso il proprio favore per soluzioni in grado di scongiurare una crisi che - scrive l''Osservatore romano' - appare irresponsabile provocare non solo per le sue ripercussioni economiche, ma per le ricadute sulla credibilità dell'intera classe politica italiana. Il timore è che il tessuto condiviso di regole sul quale si basa ogni convivenza civile, lacerato nel corso di questi anni da un confronto politico esasaperato, rischi di uscire definitivamente compromesso da una chiamata permanente allo scontro. E solo sullo sfondo, purtroppo, rimangono i problemi irrisolti della disoccupazione e delle scarse risorse a disposizione, per esempio, degli enti locali, alcuni dei quali hanno denunciato proprio in questi giorni di essere sull'orlo del collasso finanziario". La "asserita" motivazione delle dimissioni dei ministri Alfano, De Girolamo, Lorenzin, Lupi e Quagliariello, peraltro, "come annunciato da Berlusconi nella nota diffusa sabato - scrive l'Osservatore romano - è l'entrata in vigore il primo ottobre prossimo dell'aumento dell'Iva, misura che il Governo ha spiegato di non aver potuto rinviare, essendo impossibile prevedere, a seguito delle già annunciate dimissioni dei parlamentari del Pdl, adeguate risorse alternative".

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