mercoledì 07 dicembre | 16:04
pubblicato il 20/set/2013 13:21

Omofobia: Brunetta, Senato ponga rimedio a obbrobrio giuridico

Omofobia: Brunetta, Senato ponga rimedio a obbrobrio giuridico

(ASCA) - Roma, 20 set - ''Abbiamo votato no alla legge sull'omofobia perche' ad un certo punto del dibattito parlamentare il Partito democratico ha cambiato atteggiamento, per arrivare a una legge di bandiera, una legge identitaria, ideologica, diretta non a tutti i cittadini ma ai propri elettori. Al Pd non importa che agli italiani arrivi un messaggio chiaro e unanime contro gli atteggiamenti omofobi, importa solo rivendicare il proprio ruolo''. Lo afferma in una nota Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl.

''Prima che il provvedimento riprendesse il suo cammino in Aula, l'accordo e' saltato sull' emendamento, a firma Verini (Pd), che nella sua seconda parte estende ai reati di omofobia le aggravanti previste dalla legge Mancino del '93, adottata in origine contro i reati di discriminazione e violenza anche razzista (e non le aggravanti generiche di cui all'art. 61 codice penale, che avrebbe eventualmente trovato anche l'assenso del Pdl) - aggiunge Brunetta -. Il Pd non ha ritenuto nemmeno accoglibile la proposta di accordo da noi formulata sull'aggravante a carattere generale nell'ambito dell'art. 61 del codice penale. In poche parole, dopo aver raggiunto delle intese, il Pd non le ha rispettate''.

''L'emendamento Verini ha ricevuto nella sua interezza il sostegno dell'onorevole Scalfarotto, relatore per il Pd.

L'onorevole Leone, relatore del Pdl, invece, pur favorevole alla prima parte dell'emendamento, che espressamente prevede il principio secondo cui non costituiscono discriminazione, ne' istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purche' non istighino all'odio o alla violenza, ne' le condotte conformi al diritto vigente, si e' dimesso perche' fermamente contrario alla seconda parte dell'emendamento, introduttiva dell'aggravante Mancino - sottolinea il capogruppo del Pdl -. In Aula, in coerenza con i nostri principi, non abbiamo certamente negato la necessita' di apprestare una tutela a categorie deboli, ma abbiamo tenacemente difeso l'uso di corretti strumenti giuridici, conformi alla Costituzione ed al diritto. Non si possono sfasciare le norme in nome di un'ideologia. Basti riflettere sul dato che applicando la nuova aggravante ogni reato che riguardi le diversita' sessuali sara' procedibile d'ufficio, compresa, per esempio, la diffamazione. A tale obbrobrio giuridico il Senato dovra' porre immediato rimedio''.

com-ceg/mau/ss

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Governo
Renzi e Pd pronti a governo istituzionale: ma con numeri larghi
L.Bilancio
L.Bilancio, governo pone fiducia in aula Senato su art.1
Governo
Mattarella frena corsa al voto,prima sistema elettorale uniforme
Governo
Renzi: governo istituzionale ma largo, sennò non temo voto
Altre sezioni
Salute e Benessere
Robot indossabile ridà capacità di presa a persone quadriplegiche
Enogastronomia
Domenica 11 dicembre Cantine aperte a Natale
Turismo
Con Volagratis Capodanno low cost da Parigi al Mar Rosso
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
Roma, domani al via la terza "Isola della sostenibilità"
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Ricerca, da 2018 l'ERC tornerà a finanziare team multidisciplinari
Motori
Nuova Leon Cupra, più potenza e migliori prestazioni