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pubblicato il 17/mag/2013 13:43

Omofobia: Boldrini, punire incitamento all'odio verso...(1 update)

(ASCA) - Roma, 17 mag - ''Bisogna punire chi incita l'odio contro gli omosessuali e chi si macchia di violenze nei loro confronti''. Lo chiede la presidente della Camera, Laura Boldrini, intervenendo al Senato alla giornata internazionale contro l'omofobia e sollecitando a ''condannare con fermezza ogni forma di intolleranza e di incitamento all'odio verso le persone omosessuali''. Le aggressioni omofobe ''sono in aumento e le aggressioni e le violenze avvengono anche perche' in Italia e' tuttora diffusa una cultura machista ed omofoba, che riduce le donne ad oggetto e gli omosessuali a macchietta, a gruppo isolato''.

Per la presidente della Camera ''l'omofobia si combatte in tre modi: bisogna garantire maggiori diritti alle persone Lgbt; bisogna punire chi attua violenze o aggressioni di natura omofoba; bisogna combattere una battaglia culturale contro i pregiudizi e gli stereotipi''.

Boldrini ricorda che ''in Italia, a differenza della maggior parte dei paesi Ue, la legge non prevede l'aggravante di omofobia per chi aggredisce o minaccia le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender o per chi incita all'odio nei loro confronti sul web. E' necessario condannare con fermezza ogni forma di intolleranza e di incitamento all'odio verso le persone omosessuali''.

Anche su questo fronte, oltre a quello relativo al riconoscimento dei diritti degli omossessuali, dice Boldrini, ''dobbiamo recuperare un ritardo. Nella maggior parte dei Paesi dell'Unione Europea ci sono leggi che prevedono sanzioni penali per chi commette violenze omofobe o introducono il movente omofobo quale circostanza aggravante.

Alcuni Paesi condannano la discriminazione omofoba - in maniera esplicita o implicita - perfino nelle loro Costituzioni. Nella scorsa legislatura - ricorda Boldrini - sono state presentate diverse proposte di legge per introdurre l'aggravante di omofobia nel codice penale e per inserire l'omofobia tra le tipologie di discriminazione sanzionate dalla legge Mancino. Auspico che il Parlamento attuale riprenda questo lavoro e lo porti finalmente a compimento. Mi adoperero', nell'ambito dei miei poteri, perche' questo accada''.

Appena due settimane fa, qui a Roma, racconta la presidente della Camera, una coppia di giovani e' stata ''aggredita e picchiata in modo ''barbaro'' - la definizione e' degli investigatori - per il solo fatto di essere omosessuali. Due giorni dopo il pestaggio, gli aggressori erano liberi, imputati semplicemente di lesioni personali.

Tutto cio' accade perche' in Italia - a differenza della maggior parte dei Paesi dell'Unione Europea - la legge non prevede l'aggravante di omofobia per chi aggredisce o minaccia le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, o per chi incita all'odio nei loro confronti sul web. Anche se l'Italia non raccoglie dati sulle violenze di natura omofoba - nota Boldrini - le aggressioni omofobe sarebbero in aumento''. Le cronache, rileva Boldrini, ''ce lo riferiscono pressoche' quotidianamente, cosi' come viene denunciato dalle stesse associazioni per i diritti delle persone LGBT''.

Per la presidente ''e' necessario, infine, che sia portata avanti con coraggio una battaglia culturale. Le donne in Italia hanno saputo, negli ultimi tempi, far sentire la loro voce contro la violenza di genere e contro la mercificazione dei loro corpi. Nelle prossime settimane - grazie all'impegno di tante donne in Parlamento e nel Governo - l'Italia sara' tra i primi Paesi membri dell'Unione Europea a ratificare la Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e contro la violenza domestica. Dobbiamo ora intraprendere anche un'altra grande offensiva ideale, quella per porre fine all'omofobia. Nelle scuole, l'orientamento sessuale di un ragazzo o di una ragazza non deve piu' scatenare il bullismo. Nelle strade delle nostre citta', due persone che si amano devono poter passeggiare senza essere derisi, minacciati, aggrediti, per il solo fatto di essere lesbiche o gay. Questa battaglia - non ha dubbi Boldrini - va portata avanti nel paese, ma anche qui, in Parlamento. E non puo' essere un impegno di nicchia, riservato alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender. E' un impegno che riguarda tutte e tutti noi, a prescindere dall'orientamento sessuale e anche dall'orientamento politico. E sono certa che possiamo farcela''.

fdv

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