lunedì 20 febbraio | 14:56
pubblicato il 12/lug/2013 14:54

Ogm: De Girolamo, firmato decreto che vieta coltivazione mais Mon810

(ASCA) - Roma, 12 lug - ''Con i Ministri Lorenzin e Orlando avevamo preso un impegno preciso sugli Ogm, considerate anche le posizioni unitarie del Parlamento e delle Regioni. Con il decreto che abbiamo firmato oggi vietiamo la sola coltivazione del mais Mon810 in Italia, colmando un vuoto normativo dovuto alle recenti sentenze della Corte di Giustizia europea. E' un provvedimento che tutela la nostra specificita', che salvaguardia l'Italia dall'omologazione. La nostra agricoltura si basa sulla biodiversita', sulla qualita' e su queste dobbiamo continuare a puntare, senza avventure che anche dal punto di vista economico non ci vedrebbero competitivi. Il decreto di oggi e' solo il primo elemento, quello piu' urgente, di una serie di ulteriori iniziative, con le quali definiremo un nuovo assetto nella materia della coltivazione di Ogm nel nostro Paese''.

Questo il commento del ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo sulla firma del decreto interministeriale con i ministri della Salute, Beatrice Lorenzin e dell'Ambiente e della tutela del territorio e del Mare, Andrea Orlando, che vieta in modo esclusivo la coltivazione di mais geneticamente modificato appartenente alla varieta' MON810 sul territorio italiano. Il divieto e' cosi' in vigore fino all'adozione delle misure previste dal regolamento comunitario 178/2002 e comunque per un periodo di massimo diciotto mesi. Il provvedimento sara' immediatamente notificato alla Commissione europea e agli altri 27 Stati membri dell'Unione europea.

Il divieto di coltivazione del Mais MON810 e' motivato dalla preoccupazione sollevata da uno studio del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura, consolidata da un recentissimo approfondimento tecnico scientifico dell'Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ne evidenzia l'impatto negativo sulla biodiversita', non escludendo rischi su organismi acquatici, peraltro gia' evidenziati da un parere dell'Autorita' europea per la sicurezza alimentare reso nel dicembre 2011. Il decreto giunge a conclusione della procedura di emergenza attivata dal nostro Governo nell'aprile 2013, ed e' giuridicamente sostenuto anche dal precedente provvedimento di divieto di coltivazione di Organismi geneticamente modificati, fondato su analoghe motivazioni, adottato il 16 marzo 2012 dal Governo francese e tuttora in vigore.

Le sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione europea, cui l'Italia si conforma, ribadiscono la legittimita' di misure di coesistenza che salvaguardino le colture tradizionali e biologiche, e che dovranno essere adottate dalle Regioni conformemente alla sentenza n. 116 del 2006 della Corte costituzionale, nel quadro di una organica e condivisa disciplina statale che definira' principi comuni al fine di garantire il rispetto della libera concorrenza e della liberta' di iniziativa economica, a parita' di condizioni sull'intero territorio nazionale.

com-min

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