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pubblicato il 09/nov/2011 05:10

Oggi nasce gruppo dissidenti. Scajoliani ed ex An in fermento

Girandola riunioni. Pdl dice no urne, ma pesano distinguo

Oggi nasce gruppo dissidenti. Scajoliani ed ex An in fermento

Roma, 8 nov. (askanews) - Ora che il dado è tratto, la fronda non si accontenta più di essere tale. E così appena Silvio Berlusconi ha annunciato che si dimetterà una volta varata la legge di Stabilità, sono cominciate le manovra per cercare di 'capitalizzare' i frutti del dissenso. E l'obiettivo è quello di dare vita, già domani, al nucleo di un nuovo gruppo. A farne parte dovrebbero essere fra gli altri, e solo per iniziare, una decina di parlamentari: Luciano Sardelli, Antonio Milo, Fabio Gava, Giustina Destro, Roberto Antonione, Giancarlo Pittelli e Antonio Mannino. Tra i 'papabili' ci sarebbe poi Santo Versace, senza escludere una interlocuzione con gli ex Fli (Urso, Scalia e Buonfiglio). Il tentativo, una volta incassato il passo indietro del Cavaliere, è quello di evitare il voto anticipato. Possibilità verso la quale propende, almeno questa è la linea ufficiale, il partito di maggioranza relativa. Ma, come era inevitabile dopo lo showdown di oggi, anche all'interno del Pdl sono riprese riunioni e conciliaboli. Sono tornati a vedersi anche gli scajoliani, che pure hanno garantito il loro voto oggi al governo. L'idea degli uomini vicini all'ex ministro dello Sviluppo è che le elezioni anticipate sarebbero un danno da evitare. Anche per questo sarebbe stata ritirata fuori l'ipotesi di creare un gruppo. Altra riunione 'improvvisata', a sentire i promotori, quella di una trentina di deputati ex An, questa sera alla Camera. C'erano i big, da La Russa a Matteoli, da Gasparri a Corsaro a Meloni, ma anche Beccalossi, De Angelis, Martinelli, Laffranco e parecchi altri. Mentre era in corso la riunione le agenzie hanno diffuso la notizia dell'esito dell'incontro del Colle. Parecchi ex An presenti hanno sostenuto nel corso dell'incontro la tesi che urne anticipate non aiuterebbero il rafforzamento del Pdl e indebolirebbero Alfano. Meglio sostenere un governo di centrodestra allargato, pur cercando di preservare l'intesa con la Lega.

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