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pubblicato il 17/apr/2015 21:51

Obama promuove il "dinamico" Renzi, "è sulla strada giusta"

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Obama promuove il "dinamico" Renzi, "è sulla strada giusta"

Washington, 17 apr. (askanews) - Matteo Renzi porta a casa la promozione di Barack Obama. Il presidente del Consiglio "è sulla strada giusta" per risollevare l'Italia da un lungo periodo di recessione. Quello di premere sulle riforme strutturali, ma anche sulla domanda è un "approccio giusto" perché l'austerità da sola non aiuta, serve anche "flessibilità sul fronte fiscale". E poi Renzi è "disposto a sfidare lo status quo e stiamo vedendo già i progressi in corso".

Nel loro incontro alla Casa Bianca, i due leader hanno mostrato una simpatia e un rispetto reciproco. Non solo per i toni cordiali usati dentro lo Studio Ovale. Non solo per il vino che Renzi ha portato in dono e che Obama promette di assaggiare inviandogli poi un rapporto-commento. Non solo perché Obama rimpiange di non avere antenati italiani. E non solo per i sorrisi o il braccio che Obama ha appoggiato sulla spalla di Renzi lasciando il palco della East Room dove hanno tenuto la loro conferenza congiunta. Se Renzi considera l'approccio economico di Obama un "modello", l'inquilino della Casa Bianca si dice "impressionato dall'energia e dalle riforme" che Renzi - definito "dinamico" - sta attuando. E se viene considerata da Obama "uno dei più stretti alleati" degli Usa su più fronti, dal canto suo l'Italia si presenta - dice Renzi - come un luogo dove finalmente vale la pena investire e dove la strada delle riforme è stata imboccata "senza la possibilità che siano bloccate".

"Gli investitori che vogliono investire in Italia hanno un mercato del lavoro più flessibile e hanno una sistema della pubblica amministrazione, del fisco e della giustizia che nei prossimi sei mesi sarà completato", ha promesso Renzi. "Già ora", ha continuato, nella Penisola si "trova una qualità straordinaria", ma quello che servirà in futuro è "educazione, educazione, educazione". "Non è il numero degli abitanti che conta, non è più la posizione seppur strategica che abbiamo ma le idee, il capitale umano che gli italiani potranno offrire".

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