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pubblicato il 26/apr/2016 21:01

Nuovo guaio giudiziario per Pd, Renzi: no polemiche con toghe

Graziano indagato, p. Chigi: "Nessun incarico con nostro governo"

Nuovo guaio giudiziario per Pd, Renzi: no polemiche con toghe

Roma, 26 apr. (askanews) - Appena placatosi lo scontro con l'Anm, un altro guaio giudiziario si abbatte sul Pd, con l'avviso di garanzia per concorso esterno in associazione camorristica notificato al presidente del partito campano Stefano Graziano. Ma nonostante le inevitabili ripercussioni sulla campagna elettorale per Napoli, l'input che arriva da Matteo Renzi è quello di non deragliare neanche di un millimetro dalla linea seguita fin qui: piena fiducia nella magistratura, con l'auspicio che si arrivi subito ad un chiarimento, e passo indietro spontaneo dell'indagato. "Il segno - rivendicano dal Nazareno - che il Pd ha gli anticorpi per reagire nel caso in cui le inchieste della magistratura rivelino zone d'ombra nel partito".

Da Renzi e dal suo entourage non arriva alcun commento sulla vicenda, a conferma della volontà di non riaccendere la polemica con la magistratura. Parla solo il vicesegretario del partito Lorenzo Guerini, che in una nota spiega: "Ci auguriamo che si faccia chiarezza al più presto, che si possano rapidamente chiudere le indagini e definire la posizione di chi è coinvolto. Nel frattempo, totale e incondizionata fiducia nel lavoro della magistratura". Passa poco più di un'ora dal comunicato di Guerini, e Graziano comunica la decisione di autosospendersi dal partito, facendo sapere di voler essere sentito "al più presto" dagli inquirenti. Quello che da palazzo Chigi tengono invece a respingere è l'accusa dei Cinque Stelle per la consulenza a palazzo Chigi che Graziano ha ricoperto: "Incarico arrivato sotto il governo Letta, scaduto a fine 2014 e mai rinnovato dal governo Renzi". Sul sito di Graziano si legge che "dal settembre 2013 ha ricoperto la carica di Consigliere alla Presidenza del Consiglio per l'attuazione del programma di Governo, dando le dimissioni per motivi etici all'atto dell'accettazione della candidatura in Consiglio Regionale, per non ricoprire un duplice ruolo".

La linea soft verso i giudici viene confermata da tutti gli esponenti Pd che hanno a che fare con le materie di giustizia o con la Campania: tutti respingono la lettura di un'inchiesta ad orologeria, in vista delle amministrative; nessuno si lascia andare a commenti meno che rispettosi del ruolo dei giudici; tutti chiedono di "fare presto". Sulla scorta di quanto più volte detto in questi giorni da Renzi: "I politici rispettino il lavoro dei magistrati, i giudici parlino con sentenze rapide".

E con rapidità il governo vuole procedere sulle riforme della giustizia in cantiere, come annunciato dal ministro Guardasigilli Andrea Orlando: allungamento dei tempi di prescrizione "entro l'estate", meccanismi processuali più rapidi, delega sulle intercettazioni. Tutti temi su cui però il Pd si deve scontrare con le posizioni di Ncd, che con Enrico Costa ribadisce tutta la sua contrarietà alla direzione verso cui i Dem vorrebbero andare. Ma dal Nazareno assicurano: "Nei prossimi giorni troveremo l'intesa".

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