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pubblicato il 13/mag/2014 20:34

Nigeria: deputate Pd, rafforzare impegno per liberare ragazze rapite

(ASCA) - Roma, 13 mag 2014 - ''In seguito all'incontro di oggi con l'ambasciatore della Nigeria a Roma Eric Tonye Aworabhi presso la Commissione Esteri, rivolgiamo un appello a tutti i governi e alle istituzioni europee ed internazionali perche' si rafforzi l'impegno per la liberazione delle le ragazze Nigeriane rapite da Boko Haram.

Siamo in presenza di una gravissima e drammatica violazione dei diritti umani che richiede una mobilitazione straordinaria''. Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Lia Quartapelle, Roberta Agostin, Stella Bianchi, Laura Garavini, Michele Nicoletti, Marietta Tidei.

''Nel corso dell'incontro con l'ambasciatore - spiegano - abbiamo espresso solidarieta' alle famiglie delle ragazze e la convinzione che una risposta forte a chi usa il terrore per impedire alle bambine di avere un'educazione, sia quella di impegnarsi a fondo per raggiungere gli obiettivi di sviluppo del Millennio relativi all'educazione primaria universale e alla parita' di genere nell'educazione in vista del 2015''.

''Molto e' stato fatto - continuano le onorevoli - ma si puo' fare di piu': ci sono ancora 57 milioni di bambini che non hanno mai frequento la scuola primaria, e la maggioranza di loro sono bambine. Ai paesi donatori e' quindi richiesto uno sforzo supplementare di risorse per raggiungere l'obiettivo di garantire a tutti i bambini il diritto a un'istruzione, come previsto dalla Dichiarazione dei diritti del fanciullo''. ''A chi cerca di soffocare nell'oscurantismo e nel fanatismo religioso uno strumento potentissimo come l'educazione, bisogna rispondere con le parole della giovane attivista pakistana Malala Yousazfai: ''Un bambino, un insegnante, una penna e un libro possono cambiare il mondo'.

Mobilitiamoci, quindi, per riportare a casa e a scuola le ragazze rapite e per sconfiggere il fanatismo e l'intolleranza, per affermare un mondo di pace e di dialogo a partire dal riconoscimento dei diritti umani fondamentali delle donne'', concludono le deputate.

com-sgr/mau

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