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pubblicato il 20/apr/2012 19:03

Napolitano:Politica si sollevi da decadenza e coinvolga giovani

Centrismo categoria contemporanea, mitologia su bipolarismo

Napolitano:Politica si sollevi da decadenza e coinvolga giovani

Roma, 20 apr. (askanews) - La figura dello storico Luciano Cafagna, "l'amico scomparso" e "interlocutore mai perduto" il cui ricordo ancora lo commuove, è stata l'occasione per il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per lanciare un nuovo appello alla politica "perchè si risollevi dalla sua decadenza" e ai giovani "oggi troppo distanti" dall'impegno nella vita pubblica. Due temi, i giovani e la politica, che stanno particolarmente a cuore al Capo dello Stato. Solo pochi giorni fa Napolitano aveva difeso il ruolo e la funzione dei partiti che "non vanno demonizzati" anche quando dal loro interno emerge del "marcio", ricordando che hanno un ruolo fondamentale, e lo ha fatto nei giorni in cui gli scandali e le inchieste giudiziarie sui finanziamenti pubblici ai partiti hanno contribuito ad alimentare in modo preoccupante il vento dell'antipolitica e la disaffezione verso la classe dirigente del paese. Disaffezione che va combattuta con una seria riforma dei partiti che Napolitano ha sollecitato tempo fa e con riforme istituzionali tese a rendere più efficienti le istituzioni, argomenti discussi ieri anche nell'incontro con il premier Mario Monti. Oggi il Presidente è tornato sul tema ricordando che "la grande e ineludibile sfida che abbiamo oggi davanti è vedere la politica in Italia risollevarsi dall'impoverimento culturale che ne ha segnato la decadenza". Napolitano ha invitato quindi a raccogliere la "lezione di Luciano", Cafagna, studioso e appassionato di politica per il quale era "un valore insostituibile quello della cultura storica come componente della cultura politica, ovvero della cultura di chi fa politica". Degli studi di Cafagna il Capo dello Stato ha ricordato in particolare il "significativo" capitolo conclusivo di un libro su Cavour del 99 in cui compare la "categoria piuttosto contemporanea del 'ricorso al centrismo' e insieme con essa una realistica valorizzazione delle 'arti, a volte geniali a volte mediocri, della mediazione e del compromesso'. Valorizzazione in evidente controtendenza - ha sottolineato Napolitano - rispetto alle correnti demolitorie del percorso della cosiddetta Prima Repubblica e, rispetto ad una nascente mitologia del più perentorio bipolarismo". Tesi che Napolitano ha voluto fossero inserite nel programma delle celebrazioni del centocinquantenario, come un "risarcimento quanto mai dovuto alla poco coltivata memoria di Cavour". Infine pensando ad una figura come quella di Cafagna "storico" che credeva fortemente nella "alchimia della politica" e "degno come pochi del titolo di riformista", Napolitano ha espresso l'auspicio che quella "passione" per la politica possa coinvolgere i giovani "oggi troppo lontani dall'attenzione e dalla propensione per la politica".

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