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pubblicato il 05/lug/2012 12:39

Napolitano:Bene Costituente riforme, ma io conto giorni a 2013

Capo Stato rivendica scelta Monti e chiede unione politica in Ue

Napolitano:Bene Costituente riforme, ma io conto giorni a 2013

Roma, 5 lug. (askanews) - Ha un senso, una "motivazione" pensare a un'Assemblea Costituente per condurre in porto le riforme costituzionali "dopo trent'anni di tentativi abortiti" ma lui, il presidente della Repubblica, ammette di fare "il conto alla rovescia" per i giorni che mancano al maggio 2013. Scadenza naturale del settennato e fine dell'esperienza. In un lungo colloquio con Eugenio Scalfari, pubblicato oggi da 'Repubblica', Giorgio Napolitano guarda un po' alla storia repubblicana, un po' al passato recente (la scelta di Mario Monti come premier che rivendica a chiare lettere) e molto anche al futuro: l'uscita dalla crisi economica (e bolla come "una sciocchezza o pura demagogia" ogni ipotesi di abbandono dell'euro), la costruzione dell'"unione politica" in Ue che è la vera garanzia di vita per l'Europa, il rapporto con la Germania che resta un "pilastro". Sul fronte delle riforme Napolitano non si pronuncia "nel merito", ma sottolinea che occorre "una visione ponderata dei nuovi equilibri da stabilire tra le istituzioni e tra i poteri, una visione ponderata alla luce di fondamentali principi e garanzie". Non mancano le riflessioni sul ruolo dell'inquilino del Quirinale che è "il capo di Stato europeo dotato di maggiori prerogative" e con poteri "incisivi e precisi". Tra cui quello di nominare il primo ministro e su indicazione di quest'ultimo i ministri. Potere esercitato solo quattro volte" da Einaudi in poi (due volte da Scalfaro nel '93 e nel '94) compresa la scelta di Monti nel novembre scorso che Napolitano difende a spada tratta: ha rappresentato la soluzione per uscire da una crisi politica "senza sbocco". Il governo, peraltro, puntualizza Napolitano "non può mai essere pertinenza esclusiva di un partito. E' un'istituzione, il governo, e risponde a tutti gli italiani. Naturalmente deve avere la fiducia di una maggioranza parlamentare che lo consideri un governo da sostenere attivamente. Quando non fosse più così, le Camere lo sfiducerebbero". Ultima annotazione sulla trattativa Stato-mafia: "La correttezza dei miei comportamenti ha trovato il più largo riconoscimento - ribadisce il presidente -. Ho perfino resa pubblica la lettera da me inviata al Procuratore generale della Cassazione cui sono attribuiti precisi poteri per il corretto andamento dell'amministrazione della giustizia".

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