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pubblicato il 24/ott/2014 17:42

Napolitano: Ue non è solo rigore, dopo austerità serve crescita

Non accapigliarsi su 0,1%, Europa è progetto molto più alto

Napolitano: Ue non è solo rigore, dopo austerità serve crescita

Roma, 24 ott. (askanews) - Da un lato è giusto lavorare perchè l'Europa superi la linea dell'austerità e punti sulla crescita, dall'altro bisogna rilanciare le motivazioni alte che stanno dietro la nascita dell'Ue, che non erano solo economiche ma politiche e istituzionali. Conquiste oggi messe in ombra da regole che fanno apparire l'Unione solo una "nebulosa di burocrati" che impongono regole troppe severe, o "una strana creatura nata fuori di noi, un mostro che impone leggi inapplicabili e gravide di conseguenze per la nostra società". E' il messaggio che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affida agli studenti delle scuole superiori invitati oggi al Quirinale per un ciclo di 'lezioni' sull'Europa dal titolo emblematico: "L'Europa siamo noi".

Il capo dello Stato si rivolge alle giovani generazioni sapendo che nell'opinione pubblica lo storico europeismo italiano si va logorando di pari passo con l'acuirsi della crisi economica. "L'Europa è ormai riduttivamente identificata con il rigore - dice - lasciando in ombra le grandi conquiste dell'integrazione. Ma l'Unione non è solo economica", ribadisce Napolitano, anzi l'economia è stata lo strumento per raggiungere obiettivi politici: la pace e il progresso nel Continente. Perciò per il capo dello Stato è "grave che non si parli di queste alte motivazioni e ci si accapigli tutti, competenti e non, sui problemi dello 0,1%" di scostamento dal pareggio di bilancio, insomma tutti a discutere di "trattati e fiscal compact e nessuno che parla di quale grandiosa impresa sia stata l'Unione".

Il Presidente della Repubblica affronta questi temi mentre è in corso un delicato consiglio europeo in cui l'Italia, in qualità di presidente di turno, sta faticosamente cercando di imporre una svolta di indirizzo che superi il rigorismo e l'asuterità per concentrare l'azione sulla crescita e la disoccupazione. Una linea che Napolitano condivide e sostiene: "dopo anni di politiche restrittive e dinanzi a una disoccupazione dilagante, dinanzi alla recessione che rischia di diventare stagnazione è giusto spostare l'attenzione delle istituzioni europee verso la ripresa e lo sviluppo", scandisce. E a poche ore dalla decisione finale di un vertice non facile per il nostro paese, aperto dalla lettera di chiarimento da parte della Commissione europea proprio sugli impegni italiani per il risanamento dei conti, Napolitano ci tiene a far sapere che "nella bozza del documento finale questa volta non si parla di austerità, per evitare nuove polemiche qualcuno ha accettato di non menzionarlo - osserva - o forse perchè mosso da un complesso di colpa"...

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