martedì 28 febbraio | 02:56
pubblicato il 06/set/2012 21:06

Napolitano sferza i partiti e rilancia Unione politica europea

Pesano mancanza di leadership e immeschinimento

Napolitano sferza i partiti e rilancia Unione politica europea

Merano, 6 set. (askanews) - Quale occasione migliore che una lezione di politica, per Giorgio Napolitano, per lanciare un duro j'accuse ai partiti, rei di aver compromesso il progetto politico europeo con i loro meschini particolarismi, con la mancanza di leadership, la degenerazione morale e la mancanza di democrazia, che ora necessita di interventi legislativi come la legge attuativa dell'articolo 49 della Costituzione e le norme sul finanziamento e contro la corruzione. Partiti che non vanno demonizzati, ha detto, ma che devono rinnovarsi. Anche lasciando spazio ai giovani. Il fattore fondamentale di crisi della costruzione europea, ma che è anche motivo di crisi della politica, è che la politica - ha detto il capo dello Stato - "è rimasta nazionale" mentre proprio la crisi economica dell'eurozona spinge verso una direzione "ineludibile", quella di "un'integrazione sempre più stretta e comprensiva tra gli Stati". Questa direzione di marcia, ha osservato Napolitano, "incontra ostacoli e resistenze" ma "sta crescendo la coscienza di come sarebbe catastrofica per l'Europa la scelta opposta, tornare indietro", insomma "il concetto e la prospettiva dell'Unione politica non è più un tabù". E tuttavia, ha detto intervenendo al Festival della politica di Mestre, "sono esplosi i problemi non affrontati dopo la nascita dell'euro", come l'assenza di una politica di bilancio concordata che permettesse all'Ue di non essere "impreparata" davanti alla crisi finanziaria globale. E così "non si è andati finora al di là di un disegno di Unione bancaria e di bilancio" dando alle "opinioni pubbliche il senso di costrizioni da subire con sacrificio di procedure democratiche senza coinvolgimento e partecipazione dei cittadini". Da qui le posizioni di "rigetto dell'euro e dell'integrazione europea". Napolitano è convinto che l'unico modo per superare questa impasse, questa sfiducia dei cittadini verso l'Ue, sia il rilancio dell'Unione politica federale. Per il capo dello Stato la responsabilità di questa crisi dello spirito europeista nelle opinioni pubbliche è legata alla mancanza di leadership politica del processo di integrazione. "Da chi avrebbe dovuto venire un rilancio del progetto europeo se non dalle leadership politiche?". Invece si è preferito "seguire l'onda degli umori, delle paure, degli interessi particolari, delle tentazioni populistiche e nazionalistiche", questo perchè "si è continuato a far politica in chiave nazionale, secondo visuali sempre più ristrette ed elettoralistiche di parte". Secondo il presidente della Repubblica questo è stato il "fattore tra i più gravi del ripiegamento, immeschinimento, perdita di autorità della politica e dei suoi attori principali, i partiti". (segue)

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