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pubblicato il 02/apr/2013 12:00

Napolitano resta, si affida a saggi e avverte: Monti operativo

Appello ai partiti: "Tempi non si prolunghino"

Napolitano resta, si affida a saggi e avverte: Monti operativo

Roma, 2 apr. (askanews) - Niente dimissioni anticipate che avrebbero aperto a un successore con il potere di sciogliere le Camere e convocare nuove elezioni: dopo aver fatto trapelare l'ipotesi, Giorgio Napolitano sabato ha ripreso le redini in mano e ha annunciato di volerle tenere "fino all'ultimo giorno" di mandato. Nessuna accelerazione, quindi, ma un lavoro affidato "a due gruppi ristretti di personalità tra loro diverse per collocazione e competenze di formulare, su essenziali temi di carattere istituzionale e di carattere economico-sociale ed europeo, precise proposte programmatiche che possano divenire oggetto di condivisione da parte delle forze politiche". Il messaggio del capo dello Stato è indirizzato soprattutto a Pd e Pdl, sembra dire 'stop alle forzature', visto che le elezioni "non mi interessano, io sono in pieno semestre bianco". Il consueto appello alla "consapevolezza" della gravità del momento è accompagnato dalla richiesta di "un accentuato senso di responsabilità" perché i tempi "non si prolunghino insostenibilmente". Ma il monito di Napolitano è stato condito da un inatteso riconoscimento pubblico alle tesi che da settimane sostiene il Movimento 5 stelle: "Un elemento di concreta certezza - ha affermato - è rappresentato dall'operatività del governo tuttora in carica" ma che "sta per adottare provvedimenti urgenti per l'economia" con il contributo del nuovo Parlamento. Un modo per attutire probabilmente un'eventuale reazione negativa dei mercati al tramonto del tentativo di Bersani, ma anche un avvertimento agli irriducibili di Pd e Pdl. Quasi tutte le prime reazioni apprezzano la mossa di Napolitano ma non si vede nessun cambiamento rispetto alla "persistenza di posizioni nettamente diverse". "Siamo pronti ad accompagnare responsabilmente il percorso che il capo dello Stato ha indicato", annuncia Pier Luigi Bersani, che tuttavia ribadisce che "un governo di cambiamento e una convenzione per le riforme restano per noi l'asse sul quale ricercare il contributo più largo delle forze parlamentari". Angelino Alfano esprime "apprezzamento" a nome del Pdl ma ribadisce "o governo politico di grande coalizione o subito al voto". Fuori dal coro il solo Gennaro Migliore di Sel: "Sono perplesso sull'idea di introdurre un unicum in una situazione di emergenza come questa: non sono chiare le attribuzioni di queste commissioni né il percorso istituzionale che ne deriverà". Mentre la Lega rivendica di aver suggerito il 'modello olandese' dei 'saggi', "unica soluzione per uscire dallo stallo". Toni quasi trionfalistici dai 5 stelle: "Il presidente Napolitano, nel suo discorso di oggi, ci ha dato ragione", osserva Vito Crimi, capogruppo al Senato, rilanciando l'appello per l'immediata costituzione delle commissioni parlamentari ordinarie e l'avvio dei lavori. E che le tesi M5S sulla prorogatio del Governo Monti abbiano guadagnato terreno lo dimostrano le parole della presidente della Camera Laura Boldrini, che annuncia che Montecitorio "assicurerà piena collaborazione istituzionale al presidente della Repubblica e al governo in carica, lavorando intensamente per dare risposte immediate ai problemi che colpiscono la vita delle famiglie italiane". In sintonia Piero Grasso, presidente del Senato, che si dice "certo" che "grazie al lavoro dei due gruppi ristretti indicati dal presidente il Parlamento potrà dare avvio a quei provvedimenti che il Paese si attende, e posso garantire che il Senato è pronto a fare la sua parte in questa direzione". I 'saggi' incaricati da Giorgio Napolitano di avanzare proposte programmatiche sulle riforme istituzionali sono: il professor Valerio Onida, presidente emerito della Corte costituzionale; il senatore Mario Mauro, capogruppo dei montiani in Senato; il senatore del Pdl Gaetano Quagliariello e l'ex presidente della Camera Luciano Violante (Pd). Del gruppo di lavoro, designato dal capo dello Stato, che avrà il compito di avanzare propote programmatiche in materia economico-sociale ed europea fanno parte invece Enrico Giovannini, presidente dell'Istat; Giovanni Pitruzzella, presidente dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato; Salvatore Rossi, membro del Direttorio della Banca d'Italia; i presidenti delle Commissioni speciali di Camera e Senato, Giancarlo Giorgetti (Lega) e Filippo Bubbico (Pd); e il ministro Enzo Moavero Milanesi.

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