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pubblicato il 14/mag/2011 09:24

Napolitano per due giorni in Israele e Territori palestinesi

I 150 anni Italia, gli incontri con Peres, Netanyahu e Abu Mazen

Napolitano per due giorni in Israele e Territori palestinesi

Gerusalemme, 14 mag. (askanews) - Due giorni di appuntamenti culturali e politici, tra storia e attualità, caratterizzano la visita che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, compirà domani e dopo-domani in Israele e nei Territori palestinesi. Il Capo dello Stato arriverà nella notte di oggi e tornerà in Italia nel primo pomeriggio di martedì, mentre il mondo politico starà iniziando a fare i conti con i risultati delle elezioni amministrative. Il primo appuntamento pubblico sarà l'incontro che domani Napolitano avrà a Gerusalemme con il suo omologo israeliano Shimon Peres, premio Nobel per la pace, a partire dalle 11 di mattina (le 10 in Italia). Nel pomeriggio il Presidente della Repubblica si recherà all'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. In serata, alle 19.30 (18.30 ora italiana) Napolitano ritirerà all'università di Tel Aviv il premio Dan David che gli era stato assegnato l'anno scorso. Il Dan David è un riconoscimento nato diversi anni fa per iniziativa dell'uomo d'affari e filantropo Dan David, ed è destinato a uomini politici, di scienza e di cultura. Si divide in tre categorie - Passato, Presente e Futuro - per ciascuna delle quali è annualmente conferito un milione di dollari. Napolitano è stato scelto nella categoria 'Passato' per "la sua dedizione alla causa della democrazia parlamentare e il suo contributo al ravvicinamento tra la sinistra italiana e il socialismo europeo". Nella motivazione del premio 2010 si legge, a conclusione, che "nell'attuale clima politico italiano a tratti caotico, egli è un faro di ragionevolezza, moderazione, valori democratici e tolleranza, ammirato e rispettato dai membri di tutti i partiti e di tutte le convinzioni". Tra i premiati di quest'anno, peraltro, anche due celebri attori statunitensi, i fratelli Joel e Ethan Cohen. Il giorno dopo, lunedì, il Capo dello Stato alle 9.30 (8.30 italiane) inaugurerà all'istituto Van Leer di Gerusalemme una conferenza di due giorni organizzata dall'ambasciata italiana di Israele, 'Italia-Israele: gli ultimi 150 anni', per sottolineare, nel 150esimo dell'unità d'Italia, il ruolo di ispirazione che il Risorgimento esercitò sul Sionismo. Nello stesso quadro, in serata Napolitano inaugurerà la mostra 'Da Garibaldi a Herzl. Il risorgimento nazionale tra Italia e Israele' al museo Umberto Nahon, nel tempio italiano di Gerusalemme, e, successivamente, visiterà la sinagoga che si trova nello stesso stabile. Proprio nei giorni scorsi, peraltro, Israele ha festeggiato il 63esimo anniversario della propria indipendenza. In un messaggio inviato per l'occasione a Peres, Napolitano ha ricordato la "autentica e sincera amicizia" tra Italia ed Israele ed ha sottolineato: "I profondi rivolgimenti politici e sociali che hanno interessato negli ultimi mesi l'area mediterranea e il Medio Oriente, pur tra molte incertezze e fattori di rischio, rendono improrogabile la necessità di rispondere alle diffuse istanze di partecipazione democratica e di progresso economico in quell'area, nonché di riavviare il processo di pace. Israele - ha scritto ancora il capo dello Stato - può dare un contributo fondamentale al raggiungimento dell'obiettivo di due Stati che convivano fianco a fianco, in pace e sicurezza. L'Italia e' pronta come sempre a dare il proprio convinto apporto in tale direzione". Prima dell'appuntamento serale, nel pomeriggio Napolitano compirà una visita nei Territori palestinesi. Alle 12 di lunedì (le 11 in Italia), il Presidente della Repubblica è infatti atteso nel palazzo presidenziale di Betlemme dove sarà ricevuto dal presidente dell'Autorità nazionale palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen). La visita, che si concluderà nel primissimo pomeriggio, avviene sullo sfondo del recente accordo siglato al Cairo tra i due partiti palestinesi, il Fatah guidato, in Cisgiordania dallo stesso Abu Mazen, e il movimento islamista Hamas che governa la Striscia di Gaza. La tregua, oltretutto, avviene in un momento delicato per i palestinesi poiché - non senza qualche malumore israeliano - le Nazioni Unite, all'assemblea generale del prossimo settembre, sono chiamate ad esprimersi sul riconoscimento dell'indipendenza della Palestina.

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