martedì 17 gennaio | 04:07
pubblicato il 09/mag/2011 17:12

Napolitano: Onore a toghe. Berlusconi: Certi eroi, altri cancro

Premier vuole commissione inchiesta. Opposizione: Inaccettabile

Napolitano: Onore a toghe. Berlusconi: Certi eroi, altri cancro

Roma, 9 mag. (askanews) - Hanno parlato praticamente in contemporanea: il presidente della Repubblica a Roma, il premier a Milano. Il primo dal Quirinale, ricevendo i familiari delle vittime del terrorismo nel 'Giorno della memoria' dedicato quest'anno ai magistrati caduti negli anni di piombo; il secondo dal Tribunale di Milano, per un'udienza del processo Mills che lo vede imputato. Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi parlano di magistratura e i concetti sono opposti. Il capo dello Stato chiede innanzitutto di "onorare" le toghe prima di parlare "di" e "a" loro, prima di fare appello "alla collaborazione necessaria per le riforme necessarie". Insomma, prima di tutto. Il Paese deve una "gratitudine inestimabile" a quei magistrati, a quei "servitori dello Stato" che hanno pagato con la vita la fedeltà alle istituzioni, che hanno "difeso la democrazia senza snaturarla" perchè la lotta al terrorismo fu condotta nel pieno rispetto delle legge e della Costituzione. Mentre Napolitano si commuove a ricordare i magistrati - "soprattutto pm" osserva il primo presidente della Cassazione Ernesto Lupo - caduti per mano di estremisti di destra e di sinistra e avverte che nessun "manifesto dissennato" come quelli 'anti-pm' di Roberto Lassini, candidato a Milano per il Pdl, può cancellare la storia, Berlusconi passa anche oggi all'attacco. Tra i magistrati ci sono "eroi", certo, argomenta il Cavaliere, ma anche pm "eversivi" come quelli di Milano che sono "un cancro per la democrazia" e meritano una commissione parlamentare d'inchiesta per capire se sono "un'associazione a delinquere" o meno. Sulla scia del comizio di sabato a Milano, ma stavolta fuori dall'aula di un tribunale il premier, che definisce "surreale" il processo Mills, torna a lamentare "indagini infondate" ripetute a suo carico per "24 volte": "Se questo non è un cancro della democrazia siete fuori dal mondo" chiude rivolgendosi ai cronisti. Le reazioni alle parole di Berlusconi non mancano. Dalle file dell'opposizione la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro osserva che "di fronte alle nobili, equilibrate e rispettose parole del capo dello Stato suonano ancora più irresponsabili le affermazioni del presidente del Consiglio. Nel giorno della memoria dedicato ai magistrati uccisi dal terrorismo Berlusconi non trova di meglio che fare il suo solito show in tribunale". Per l'Udc il comportamento del premier "è inaccettabile". Per il presidente della Camera Gianfranco Fini Berlusconi è "allergico" alle regole e ai contrappesi della democrazia ma non può essere paragonato a Benito Mussolini. E non è "giustizialista perché plurimputato", perchè "nel '94", anno della discesa in campo del Cavaliere, "gli accenti giustizialisti c'erano eccome".

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