martedì 17 gennaio | 06:49
pubblicato il 08/nov/2011 22:14

Napolitano incassa impegno Berlusconi a dimettersi.Ma prima l'Ue

L'urgenza delle misure anti-crisi tiene banco al Colle

Napolitano incassa impegno Berlusconi a dimettersi.Ma prima l'Ue

Roma, 8 nov. (askanews) - Al termine di una giornata tra le più convulse del governo, Giorgio Napolitano riceve Silvio Berlusconi al Quirinale. Ed è la settima volta negli ultimi due mesi. Il voto sul rendiconto generale dello Stato, provvedimento 'azzoppato' a Montecitorio un mese fa e ripresentato in quanto atto formale la cui approvazione è 'dovuta' da parte del Parlamento, certifica una realtà che il premier non può più negare. Nei 45 minuti di colloquio dal capo dello Stato, il Cavaliere deve ammettere di non avere più una maggioranza. Quei 308 voti raggranellati in aula per dare il via libera al consuntivo dello Stato sono un dato innegabile: il più basso risultato ottenuto dalla compagine di governo eletta nel 2008. Un risultato che, pur assicurando l'approvazione del rendiconto, non consente a nessuno di far finta di niente: nè a Berlusconi, nè allo stesso presidente della Repubblica, che la scorsa settimana ha chiamato al Colle i gruppi parlamentari avviando un giro di consultazioni informali. Obiettivo: capire le posizioni di ognuno "in un momento di diffusa e acuta preoccupazione per le difficoltà e i rischi cui l'Italia è esposta nel quadro della grave crisi dell'Eurozona". E anche oggi è la crisi, con le richieste avanzate da Ue e organismi internazionali, a imporre in un certo senso tutti i giochi. Perchè - è la convinzione del Colle - le misure anti-crisi promesse all'Europa vanno approvate subito e con la più larga condivisione possibile. E' questo che preme al Quirinale, è questo l'obiettivo che richiede una condizione di stabilità e coesione di fronte alla quale perde peso qualsiasi altra esigenza. Da parte sua, com'è scritto nero su bianco in una nota del Quirinale, il presidente del Consiglio si è impegnato davanti al capo dello Stato a rimettere il mandato dopo aver approvato la legge di stabilità con le misure anti-crisi promesse a Bruxelles. Cosa che dovrebbe avvenire entro la prossima settimana in Senato, entro fine mese alla Camera. La scommessa è che l'annuncio stesso funzioni a favore dell'Italia nei mercati internazionali. Quindi, dopo che il presidente del Consiglio avrà rimesso l'incarico, Napolitano aprirà le consultazioni, questa volta formali, con i gruppi parlamentari. Per capire, secondo i poteri che gli assegna la Costituzione, se è possibile un'altra maggioranza dopo quella che finora ha sostenuto questo esecutivo.

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