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pubblicato il 22/apr/2013 17:02

Napolitano: il Presidente ha giurato. ''Dinanzi a sordita' ne trarro' le conseguenze''

Napolitano: il Presidente ha giurato. ''Dinanzi a sordita' ne trarro' le conseguenze''

    

(ASCA) - Roma, 22 apr - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rieletto lo scorso 20 aprile, ha giurato per il suo nuovo mandato in aula alla Camera, davanti al Parlamento riunito in seduta comune. ''Lasciatemi esprimere la gratitudine che vi debbo per avermi eletto con cosi' largo suffraggio Presidente della Repubblica'', ha esordito Napolitano nel discorso di insediamento. ''Come voi tutti sapete, non prevedevo di tornare in quest'aula per pronunciare un nuovo giuramento e messaggio da Presidente della Repubblica'', ha affermato quindi il Capo dello Stato. ''Avevo gia' nello scorso dicembre pubblicamente dichiarato di condividere l'autorevole convinzione che la non rielezione, al termine del settennato, e' l'alternativa che meglio si conforma al nostro modello costituzionale di Presidente della Repubblica. Avevo egualmente messo l'accento sull'esigenza di dare un segno di normalita' e continuita' istituzionale con una naturale successione nell'incarico di Capo dello Stato'', ha aggiunto. ''Se mi trovero' di nuovo dinanzi a sordita' come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esitero' a trarne le conseguenze dinanzi al paese'', ha poi ammonito Napolitano, che ha voluto ''essere franco''. In particolare ha ricordato ''tutti i possibili sforzi di persuasione'' in merito alla realizzazione delle riforme, in particolare quelle della legge elettorale e della seconda parte della Costituzione, tutti ''vanificati - ha detto - dalla sordita' di forze politiche che pure mi hanno ora chiamato ad assumere un ulteriore carico di responsabilita' per far uscire le istituzioni da uno stallo fatale''. Da qui la sua determinazione a non accettare piu' situazioni del genere. SUBITO IL GOVERNO - ''Qualunque prospettiva si sia presentata agli elettori, o qualunque patto - se si preferisce questa espressione - si sia stretto con i propri elettori, non si possono non fare i conti con i risultati complessivi delle elezioni. Essi indicano tassativamente la necessita' di intese tra forze diverse per far nascere e per far vivere un governo oggi in Italia, non trascurando, su un altro piano, la esigenza di intese piu' ampie, e cioe' anche tra maggioranza e opposizione, per dare soluzioni condivise a problemi di comune responsabilita' istituzionale'' ha affermato Napolitano, nel suo discorso di insediamento alle Camere. Quindi, le forze rappresentate in Parlamento, ''senza alcuna eccezione'' devono procedere a ''dare il loro apporto alle decisione da prendere per il rinnovamento del Paese'' e ''si deve quindi senza indugio procedere alla formazione dell'esecutivo'', ''che abbia la maggioranza delle due Camere'' e senza ''correre dietro alle formule o alle definizioni di cui si chiacchiera''. ''Ad esso - ha incalzato Napolitano - spetta darsi un programma, secondo le priorita' e la prospettiva temporale che riterra' opportune''. E per formare il nuovo governo ''la condizione e' dunque una sola: fare i conti con la realta' delle forze in campo nel Parlamento da poco eletto, sapendo quali prove aspettino il governo e quali siano le esigenze e l'interesse generale del paese. Sulla base dei risultati elettorali - di cui non si puo' non prendere atto, piacciano oppur no - non c'e' partito o coalizione (omogenea o presunta tale) che abbia chiesto voti per governare e ne abbia avuti a sufficienza per poterlo fare con le sole sue forze''. ''Lo dicevo gia' sette anni fa in quest'Aula, nella medesima occasione di oggi, auspicando che fosse finalmente vicino il tempo della maturita' per la democrazia dell'alternanza: che significa anche il tempo della maturita' per la ricerca di soluzioni di governo condivise quando se ne imponga la necessita'. Altrimenti, si dovrebbe prendere atto dell'ingovernabilita', almeno nella legislatura appena iniziata. Ma non e' per prendere atto di questo che ho accolto l'invito a prestare di nuovo giuramento come Presidente della Repubblica. L'ho accolto anche perche' l'Italia si desse nei prossimi giorni il governo di cui ha bisogno. E faro' a tal fine cio' che mi compete: non andando oltre i limiti del mio ruolo costituzionale, fungendo tutt'al piu', per usare un'espressione di scuola, 'da fattore di coagulazione'. Ma tutte le forze politiche si prendano con realismo le loro responsabilita': era questa la posta implicita dell'appello rivoltomi due giorni or sono. Mi accingo al mio secondo mandato, senza illusioni e tanto meno pretese di amplificazione 'salvifica' delle mie funzioni ; esercitero' piuttosto con accresciuto senso del limite, oltre che con immutata imparzialita', quelle che la Costituzione mi attribuisce. E lo faro' fino a quando la situazione del paese e delle istituzioni me lo suggerira' e comunque le forze me lo consentiranno. Inizia oggi per me questo non previsto ulteriore impegno pubblico in una fase di vita gia' molto avanzata; inizia per voi un lungo cammino da percorrere, con passione, con rigore, con umilta'. Non vi manchera' il mio incitamento e il mio augurio.Viva il Parlamento! Viva la Repubblica! Viva l'Italia!'', ha concluso il Presidente della Repubblica. int/mau/

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