martedì 21 febbraio | 05:37
pubblicato il 02/ott/2011 05:10

Napolitano: Il Paese cresca unito, la politica siamo noi

Con la visita a carcere Nisida termina la due giorni a Napoli

Napolitano: Il Paese cresca unito, la politica siamo noi

Napoli, 2 ott. (askanews) - Il paese va avanti solo se è unito, "deve crescere insieme". E anzi, se c'è qualcosa da rivedere nel compimento del processo unitario nei passati 150 anni è proprio il divario nord-sud, "anello debole da correggere". Dopo l'affondo di venerdì contro le velleità separatiste della Lega Nord, Giorgio Napolitano si sofferma sulle ragioni dell'unità d'Italia anche nel suo ultimo giorno di visita a Napoli, la sua città. Il presidente della Repubblica ribadisce i suoi appelli sulla necessità di ritrovare una 'condizione di salute' della politica, invita i giovani ad avere fiducia, a partecipare alla vita pubblica: attenzione a imprecare contro la politica, "perché la politica siamo tutti noi". E' un invito alla responsabilità di chi guida le istituzioni (devono "pensare al futuro dei giovani altrimenti non sono degni di rappresentare il paese"), ma anche individuale, sociale. Nel pomeriggio il capo dello Stato riflette molto su questi temi nell'incontro con i ragazzi detenuti al carcere minorile di Nisida, istituto che gli è particolarmente caro, lo visitò già negli anni '90 quando era presidente della Camera, nonché quando era ministro dell'Interno. "Ragazzi sveglissimi e pieni di talento: gli ho augurato di trovare presto la loro strada", dice al termine della visita che ha conosciuto anche momenti di svago per via di uno spettacolo preparato dai giovani della comunità di Nisida. Napolitano resta particolarmente colpito da Ciro che per il presidente canta 'Carmela' di Sergio Bruni: "Non sono Massimo Ranieri ma sono convinto che se lui l'avesse ascoltato converrebbe con me che canta bene e può avere un avvenire come artista?". E' da questi ragazzi che il presidente trae ispirazione per sottolineare il concetto di 'Costituzione vivente', vale a dire non basta aver scritto principi nella Carta del '48, serve una 'spinta dal basso' per farli vivere, non si può fare un decreto per attuare i contenuti dell'articolo 3 sull'uguaglianza, per dire. Costituzione come faro per chi ha responsabilità politiche e istituzionali, che deve "creare pari condizioni per tutti, per l'accesso alla scuola come alla formazione". Gli accenni alla situazione attuale sono quasi ironici. Parlando dell'amnistia non può che ammettere: "Non so se ci sono le condizioni, mi sembra ci sia più disaccordo che accordo in Parlamento in questo momento?". Ma la situazione delle carceri va risolta, i livelli di sovraffollamento sono "una vergogna per il paese". A Nisida è presente il Guardasigilli Francesco Nitto Palma che promette provvedimenti già la settimana prossima. Napolitano lascia Napoli e torna a Roma, evidentemente contento delle domande molto dirette dei ragazzi di Nisida. "E' faticoso fare il presidente?", gli chiede uno. Beh, in Italia un presidente "non taglia solo nastri?".

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