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pubblicato il 08/mag/2011 17:56

Napolitano: Da magistrati fermezza e legalità contro terrorismo

Fini: Premier delegittima tutto corpo magistratura

Napolitano: Da magistrati fermezza e legalità contro terrorismo

Roma, 8 mag. (askanews) - Dai magistrati, come dagli altri uomini di legge (avvocati e docenti di diritto) negli anni del terrorismo "venne un contributo peculiare di fermezza, di coraggio e insieme di quotidiana serenità e umanità nello svolgimento di una funzione essenziale per poter resistere all'ondata terroristica e averne ragione: la funzione dell'amministrare la giustizia secondo legge e secondo Costituzione, sempre, contro ogni minaccia e ogni prevaricazione". E' quanto ha sottolineato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, nella prefazione al volume "Nel loro segno" pubblicato dal Csm in ricordo dei 26 magistrati vittime del terrorismo e delle stragi di mafia alla vigilia della "Giornata della memoria". Dal sacrificio di quei 26 giudici, Napolitano trae una lezione sempre valida: "No alla violenza e alla rottura della legalità in qualsiasi forma: è un imperativo da non trascurare in nessun momento, in funzione della lotta che oggi si combatte, anche con importanti successi, soprattutto contro la criminalità organizzata, ma più in generale in funzione di uno sviluppo economico, politico e civile degno delle tradizioni democratiche e del ruolo dell'Italia". Le parole del capo dello Stato e gli elogi alla magistratura arrivano in piena campagna elettorale e proprio mentre ieri il presidente del Consiglio ha tacciato i magistrati di "cancro" e "patologia della democrazia": al Palasharp di Milano Silvio Berlusconi è andato all'attacco contro i suoi avversari di sempre, i pubblici ministeri, i giudici, la sinistra "illiberale". Nonché la Corte costituzionale "prona davanti alle richieste dei pm di sinistra", ha detto in una manifestazione a sostegno di Letizia Moratti. Da Cagliari dove è andato a presentare il suo nuovo libro e sostenere il candidato a sindaco di Fli, Ignazio Artizzu, si è espresso anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini. "Non posso pensare che il presidente del Consiglio si scagli contro i giudici delegittimando tutto il corpo della magistratura" ha detto Gianfranco Fini richiamando "l'assoluto rispetto delle istituzioni" e spiegando che "chi riveste cariche istituzionali, per ragioni note, non si rende conto dell'errore che commette quando delegittima la magistratura, l'istituzione non può essere considerata un nemico". Il Presidente della Camera ha osservato, inoltre, che "questo non vuol dire che non bisogna riformare la giustizia, va riformata eccome, ma il simbolo della giustizia è la bilancia e quindi bisogna avere grande attenzione a garantire questo equilibrio".

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