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pubblicato il 18/nov/2011 20:37

#Napolitano continua a chiedere coesione.E non si arrende su Lega

Carroccio infuriato su cittadinanza. Ma Monti studia carta Maroni

#Napolitano continua a chiedere coesione.E non si arrende su Lega

Roma, 18 nov. (askanews) - La riforma della legge sulla cittadinanza, chiesta con forza da Giorgio Napolitano martedì scorso nell'incontro con i 'Nuovi cittadini Italiani' al Quirinale e sottolineata sia dal Pd che dal Terzo Polo come punto programmatico del governo Monti nel dibattito di oggi alla Camera, rompe 'l'armonia' con cui è nato il nuovo esecutivo. Soprattutto porta sulle barricate la Lega Nord, già determinata all'opposizione e 'offesa' dalla scelta di istituire un ministero della Coesione Territoriale, al posto degli Affari Regionali e sulle ceneri del dicastero delle Riforme. Ma non tutto è così come sembra. La scelta di far diventare la cittadinanza tema centrale dell'esordio di questo governo di emergenza farà anche arrabbiare i leghisti, ma nel dietro le quinte si lavora per cercare di tenerli dentro un circuito - per così dire - virtuoso. Insomma, con la riuscita del capolavoro di far nascere un governo di larga condivisione per far fronte all'eccezionalità della crisi economica, non termina l'impegno del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per la massima coesione nel quadro politico e sociale. Cosa che vale anche per la Lega, nonostante che il partito di Umberto Bossi abbia da subito dichiarato di voler stare all'opposizione. Liberi di scegliere, naturalmente. E' la democrazia. Ma la speranza continua a restare quella di poter dialogare con la parte più responsabile del Carroccio. Vale a dire Roberto Maroni, già protagonista nei mesi scorsi di numerosi tentativi di allacciare fili di ragionamento bipartisan in Parlamento per un'uscita dalla crisi. Oggi l'ex ministro dell'Interno - malgrado lui dica di non essere interessato - viene dato come candidato alla presidenza del Copasir, dopo le dimissioni di Massimo D'Alema. Potrebbe essere questa una chiave per tenere lui e i suoi dentro il meccanismo di unità nazionale messo in piedi da Monti. Non a caso, l'assemblea dei deputati leghisti che avrebbe dovuto sciogliere i nodi oggi alla Camera - a favore di Marco Reguzzoni o di Maroni, sembrerebbe di capire - non si è più svolta. Segno che i giochi sono ancora aperti. Ad ogni modo, il governo Monti viene visto dal Quirinale come l'occasione per portare a più miti consigli una forza politica come il Carroccio. Cosa che, è il ragionamento, dovrebbe interessare anche il Pdl, se davvero è interessato ad un'alleanza futura con la Lega. Lo stesso presidente del Consiglio ha risposto ampiamente oggi in aula ai rilievi dei leghisti sulla necessità di andare avanti sul federalismo. Un gesto di attenzione per non lasciare niente di intentato. Mentre il capo dello Stato, nel messaggio di auguri al nuovo governo, non ha mancato di esprimere l'auspicio che "il clima che si è respirato oggi alla Camera e ieri al Senato" porti al "superamento dei problemi e delle difficoltà che il governo e l'Italia hanno davanti", e favorisca "una evoluzione positiva in generale dei rapporti tra le forze politiche e parlamentari". Ma la mano che resta ancora tesa verso la Lega non reca concessioni anti-immigrati. Al contrario, indica diritti e aperture. Dopo il discorso di martedì sulla cittadinanza, proprio oggi Napolitano è tornato a parlarne. Lo ha fatto in un messaggio al convegno organizzato dalle Acli sulle 'Colf d'Italia. 150 anni di lavoro domestico per raccontare l'Italia che cura'. Quello della colf, ha sottolineato il presidente della Repubblica, è un mestiere "riscoperto da lavoratrici e lavoratori immigrati, troppo spesso impiegati in condizioni di tutela inadeguate". E' un settore che vede coinvolte "le famiglie, strutture pubbliche e iniziative di mercato. E' perciò necessario - ha rimarcato - un attento coordinamento che sappia conciliare equità ed efficienza".

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