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pubblicato il 27/dic/2013 17:00

Napolitano: Capezzone, non rappresenta italiani.Il 31 spegnere messaggio

Napolitano: Capezzone, non rappresenta italiani.Il 31 spegnere messaggio

(ASCA) - Roma, 27 dic - ''Tanti italiani non si sentono rappresentati. Interventismo Colle abnorme. Quirinale deve garantire tutti, non solo una parte''. Lo dichiara Daniele Capezzone, presidente della commisisone Finanze della Camera.

''A titolo personale, esprimo apprezzamento e sostegno per l'iniziativa civile ma ferma lanciata oggi da Giuseppe Moles, che, per il 31 dicembre prossimo, ha invitato a 'spegnere il messaggio presidenziale' e a 'mandare in onda il Tricolore''', aggiunge Capezzone. ''Chi scrive ha votato due volte, nel 2006 e nel 2013, per l'elezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica. Non sono dunque sospettabile di 'pregiudizi', se non di 'pregiudizi positivi'. Ne' nego che, dopo le presidenze di Francesco Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro e Carlo Azeglio Ciampi, si sia determinata una progressiva tendenza ad ampliare l'area di influenza e iniziativa del Quirinale, con particolare riguardo al cosiddetto ''potere di esternazione'', prosegue Capezzone.

''Tuttavia, appare francamente abnorme (quale che sia il giudizio di merito che ciascuno possa dare, giorno dopo giorno, rispetto all'una o all'altra sortita del Presidente Napolitano) che si dia ormai per scontato il fatto che il Capo dello Stato detti quotidianamente la linea (quasi fosse il Capo dell'Esecutivo, o il leader di una maggioranza parlamentare, o un Presidente eletto direttamente dai cittadini sul modello francese o americano) sui temi della politica economica, della politica estera, delle riforme istituzionali, scegliendo peraltro ogni giorno una tesi a scapito di un'altra tesi, 'benedicendo' o 'scomunicando', 'aprendo' o 'chiudendo', ergendosi a tutore di un Esecutivo e di una maggioranza parlamentare, e sempre avanzando argomenti naturalmente rispettabili, ma certamente controvertibili, opinabili, discutibili, come fanno i leader politici di parte, di una parte. A nostra memoria, il Capo dello Stato sarebbe invece chiamato ad essere garante di ogni posizione, di ogni scelta, di ogni tesi. Se al contrario si da' per acquisita un'interpretazione che consente scelte e opzioni politiche quotidiane divisive, interne a quell'agone politico al quale le istituzioni di garanzia dovrebbero rimanere estranee, si accetta una innovazione costituzionale che non e' ancora formalmente avvenuta. E' ormai evidente che tanti italiani non si sentano rappresentati. E' compito del Capo dello Stato garantire e rappresentare tutti, non solo gli elettori che hanno votato centrosinistra'', conclude Capezzone.

com-ceg

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