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pubblicato il 10/dic/2014 20:37

Napolitano: anti politica patologica è eversione,stop a degrado

"E' dovere della politica recuperare moralità e valori"

Napolitano: anti politica patologica è eversione,stop a degrado

Roma, 10 dic. (askanews) - L'avvertimento lanciato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla crescita della 'patologia dell'antipolitica una forza e un significato che lo rendono diversi dai molti altri (sempre precisi e puntuali) rivolti al mondo politico piuttosto che alla società italiana nel suo insieme nel corso del suo settennato e oltre. Un monito - ai partiti soprattutto e all'intendere da parte di alcuni la vita parlamentare - che arriva, e questo non è certo casuale, all'indomani dell'esplosione del caso criminale-politico che ha colpito il Campidoglio e davanti a segnali di una ripresa di focolai di violenza eversiva e destabilizzante.

Davanti all'Accademia dei Lincei, intervenendo alla conferenza su 'Crisi di valori da superare e speranze da coltivare per l'Italia e l'Europa di domani, Napolitano ha invitato a recuperare la moralità della politica e i valori di essa, considerandoli senza alcun dubbio come anticorpi alla degenerazione stessa della politica. Naturalmente, 'urla' Napolitano, bisogna dire con forza 'no' alle infiltrazioni criminali nella vita politica anche se, è stato il suo richiamo, è anche il momento di dire basta - perché ciò rischia di aggravare la patologia anti politica - a rappresentazioni demagogiche e distruttive del nostro sistema politico. Un sistema certo che deve essere sanato, ha detto chiaramente, ma verso il quale dobbiamo avere una speranza. E questa speranza si fonda, non ha dubbi il Capo dello Stato, soprattutto sulle nuove generazioni, sui giovani che fanno politica, sull'informazione (basta giornali paludati, opinion makers senza scrupoli), sulla cultura.

Quello che preoccupa Napolitano è "la noncuranza e il disprezzo dell'allentamento della cultura e più in generale la perdita di valori tradizionali". In particolare il campo della politica è visto, ha rilevato il Capo dello Stato, come "epicentro dei fenomeni degenerativi denunciati e in pari tempo luogo deputato deputato combatterli". Napolitano ha puntato il dito contro le aule parlamentari. "Pur in precedenza - ha detto - essendo stati gravi casi di strappi alle regole e al clima abituali nelle aule parlamentari, mai era accaduto quel che si è verificato nel biennio ormai alle nostre spalle", con episodi di "intimidazione fisica, di minaccia, di ogni regola e autorità".

Evidente il riferimento, anche se nessun accenno diretto, al clima introdotto a Camera e Senato dall'M5S di Beppe Grillo. E forse anche alla Lega Nord. Da qui la 'patologia dell'antipolitica, che si richiama, ha rilevato Napolitano, a quel "moto di accesa contestazione nei confronti della politica" partito alla fine degli anni '80 e poi sfociato nelle inchieste di Mani Pulite.

Napolitano ha deplorato "i ritardi e le riluttanze con cui le istituzioni pubbliche hanno operato sul terreno del rinnovamento, al fine di "salvare il prestigio della politica". Da qui in riferimento all'inchiesta su Roma e l'invito a "colpire le infiltrazioni criminali e le pratiche corruttive nella vita politica". Detto questo c'è però un "dilagare di rappresentazioni distruttive del mondo della politica", con alla base il comportamento di "infiniti canali di comunicazione", di "giornali tradizionalmente paludati, opinion makers senza scrupoli" pronti a "cavalcare l'onda, per quanto impetuosa e fangosa, e anche per demagogia e opportunismo" di questo quadro distruttivo. Degenerando così, ha sottolineato Napolitano, "da critica preziosa e feconda" della politica a "patologia eversiva".

La soluzione per Napolitano sta nel compiere uno "sforzo che deve coinvolgere tutte le componenti dello schieramento politico perché valori come quelli del rispetto delle istituzioni, della valorizzazione del merito e della cultura, della consapevolezza del bene comune rappresentano il sostrato e la fruttuosa convivenza politica, entro la quale ogni forza, ogni idealità, ogni competizione per la guida del Paese, possa riconoscersi e giocare il suo ruolo". Altrimenti, è stato l'avvertimento di Napolitano, il nostro Paese corre rischio della comparsa di "focolai di volendo destabilizzante, eversiva" che troveranno alimento nella "degenerazione del ricorso alla violenza, mascherato da qualsiasi fuorviante motivazione".

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