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pubblicato il 05/lug/2014 12:26

Napolitano: ''Ue non si divida su commemorazione I guerra...''(1 upd)

(ASCA) - Roma, 5 lug 2014 - ''I paesi europei che si combatterono allora sanguinosamente su fronti opposti, si ritrovano oggi insieme nel grande progetto e crogiuolo dell'integrazione comunitaria, dell'Unione che raccoglie 28 Stati membri ed e' aperta ad altri naturali completamenti: e dovrebbero dunque porsi il problema di una commemorazione comune e della lezione da trarne per far crescere il loro comune patrimonio identitario''. Cosi' il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera a Repubblica in occasione della commemorazione della prima guerra mondiale.

''Purtroppo - prosegue il Capo dello Stato - le cose non stanno muovendosi in questo senso: nella commemorazione, cento anni dopo, della prima guerra mondiale, dall'iniziale sua deflagrazione al suo tormentato epilogo, l'Europa sta 'procedendo in ordine sparso', come si e' letto in un assai critico commento francese. Essa rischia addirittura, impantanandosi fin dall'inizio in polemiche recriminatorie sulla responsabilita' dello scoppio della guerra, di veder resuscitare le opposte fazioni del passato, com'e' sembrato accadere qualche giorno fa a Sarajevo''. E' necessario, per Napolitano, che l'Italia si faccia sentire: ''Il richiamo alla necessita' che l'Europa, l'Unione e le sue istituzioni, non rinuncino all'obbiettivo di suscitare una memoria collettiva europea rispetto a vicende che hanno profondamente segnato la nostra storia, sancendone divisioni fatali, catastrofiche lacerazioni, fino a quando, non nel primo ma nel secondo dopoguerra non si impose e venne aperta la strada dell'unificazione del continente nella liberta' e nella pace''.

La prima guerra mondiale, scrive Napolitano a Repubblica, ''divenne 'la prima grande esperienza collettiva del popolo italiano'. L'Italia ne usci' non solo riunita - con il ricongiungimento di Trento e Trieste - entro i confini sognati dai patrioti del Risorgimento, ma cambiata moralmente perche' forte di una nuova e piu' vasta consapevolezza del proprio essere nazione. Potranno queste fondamentali acquisizioni storiche rivivere e trasmettersi alle generazioni piu' giovani attraverso un programma di attivita' gia' delineato in sede di governo per il centenario della prima guerra mondiale, di quella drammatica esperienza che, con sue motivazioni e suoi peculiari percorsi, l'Italia attraverso' da non secondaria protagonista? Credo che sia uno sforzo da compiere, anche se e' difficile immaginare un flusso di iniziative e di partecipazione simile a quello che suscito', nel 2010-11, il centocinquantenario dell'Unita' d'Italia''.

Il presidente della Repubblica ribadisce quanto detto alle Camere nel giorno dell'anniversario della nascita del nostro Stato: dinanzi alle prove piu' difficili che l'Italia, a partire da allora, abbia dovuto affrontare, ''ha operato, e ha deciso a favore del successo, un forte cemento unitario, impensabile senza identita' nazionale condivisa''. ''E questo - conclude - e' vero anche oggi dinanzi alle nuove prove che ci attendono, incalzanti e complesse come non mai''.

pol/tmn

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