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pubblicato il 18/mag/2011 05:10

Napoli/ Pd-Sel con de Magistris, ma lui dice no ad apparentamenti

In settimana incontro tra i democratici e Idv

Napoli/ Pd-Sel con de Magistris, ma lui dice no ad apparentamenti

Roma, 18 mag. (askanews) - Pd e Sel sosterranno Luigi de Magistris al ballottaggio per il sindaco di Napoli, la questione non è in dubbio, ma il candidato di Idv al momento dice no ad apparentamenti formali. L'ex pm vuole tenersi a distanza dai partiti che non l'hanno sostenuto al primo turno, consapevole che comunque i loro voti non mancheranno al ballottaggio. Il Pd, comunque, non si arrende e in settimana è previsto un incontro con Idv. "Noi - ha detto ieri Bersani - lavoriamo per una composizione del centrosinistra che renda possibile e vincente la candidatura di de Magistris e del centrosinistra. A Napoli troveremo la chiave, così come nelle altre città dove il centrosinistra non è andato unito al primo turno". E Vendola ha pronunciato parole quasi identiche: "E' stato un errore dividere il centrosinistra, non essere stati capaci gestire lo strumento prezioso e decisivo delle primarie. Ora noi saremo pancia a terra, con la certezza che de Magistris sarà il prossimo sindaco di Napoli". Il problema è de Magistris: "Un apparentamento formale dettato dall'algebra non sarebbe capito dai cittadini che vogliono, invece, novità". E il perché lo ha spiegato lui stesso: "Sento entusiasmo intorno a me e anche i dati del voto disgiunto mi danno ragione: ho avuto voti anche da centro e da destra, da parte di quelle persone oneste che vogliono dire basta all'epoca, iniziata nel '92, di Bassolino, ma vogliono dire 'no' anche a Cosentino e alla sua cricca". Insomma, il tutoraggio di Pd e Sel adesso non lo vuole. I democratici, ovviamente, non gradiscono, anche se pure in casa Pd c'è chi non si strappa i capelli. Del resto, le stoccate a Bassolino non possono far piacere ad un bel pezzo del Pd campano. Ma nei prossimi giorni si cercherà comunque un'intesa con Idv. Il sostegno di Pd e Sel, comunque, non è in discussione. Anche perché, l'ipotesi di un en plein delle quattro città principali, sia pure con candidati di altri partiti, è troppo ghiotta per Pier Luigi Bersani.

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