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pubblicato il 26/gen/2013 11:44

Mps: E.Letta, da Monti attacco sconcertante. Solo Pd per autonomia banca

Mps: E.Letta, da Monti attacco sconcertante. Solo Pd per autonomia banca

(ASCA) - Roma, 26 gen - Sulla questione Mps ''dico che il Partito democratico non c'entra. Noi abbiamo la coscienza a posto su questa vicenda ed e' stata sempre chiara la battaglia del Pd sul tema dei derivati e dell'eccesso di finanza. Qui stiamo parlando dei derivati, argomento che ha a che fare con una scelta molto precisa di cui i nostri atti in Parlamento sono la dimostrazione. Piuttosto segnalo che c'e' stato un eccesso di disattenzione del governo di quegli anni, di Berlusconi. Sul tema dell'eccesso di finanza, dei derivati, sull'utilizzo della finanza allegra o creativa, siamo stati sempre molto netti e rigorosi''.

Lo afferma il vicesegretario del Pd Enrico Letta in una intervista rilasciata a L'Unita'.

D - A cosa si riferisce il presidente Monti?.

LETTA - ''Non si capisce. Anche perche', se vogliamo dirla tutta, l'anno scorso c'e' stata una battaglia politica a Siena che ha portato ad una rottura nel consiglio comunale nel quale quelli che volevano l'autonomia della politica dalla banca erano del Pd, in particolare il sindaco, quelli che volevano che invece la politica mettesse le mani sulla banca sono usciti poi dal Partito democratico e ora sono candidati con Monti. Mi riferisco ad Alfredo Monaci. La scelta di un amministratore delegato come Viola e di un presidente come Profumo, persone che oggi stanno facendo il loro lavoro in piena e totale autonomia e', invece, del sindaco del Pd, Ceccuzzi, che ha fortemente voluto una forte autonomia. Per quanto ci riguarda la battaglia e' stata solo questa''.

D - Ma il rapporto tra Monte Paschi e politica?.

LETTA - ''Questo rapporto e' un tema vero che ha a che fare con una questione particolare che non e' la politica ma il municipalismo e il provincialismo di quella realta'. Cioe' il fatto che, sbagliando, e io da toscano quale sono mi sono sempre opposto a questa linea, negli ultimi trent'anni il Monte si e' troppo rinchiuso nelle mura domestiche. I mercati globali obbligano una banca che abbia l'ambizione di essere forte e dinamica a non richiudersi nelle mura di una citta' medioevale. E' stato detto molte volte, io per primo, che una grande banca come il Monte non poteva rimanere da sola. La solitudine diventa una tomba mentre bisognava immaginare una articolazione di integrazioni internazionali o nazionali che portassero il Monte Paschi fuori dall'isolamento''.

D - Una situazione antica?.

LETTA - ''Questo problema c'era quando eravamo ancora nella prima repubblica, quando il Monte aveva un orientamento politico legato alla Dc. Anche allora il condizionamento del municipalismo era forte e non andava bene perche' questi sono ambiti giusti se sei una banca di credito cooperativo. Ma se sei la terza banca del Paese no. Comunque e' un tema da affrontare ma non accettiamo bacchettate''.

D - La polemica sui Monti bond e l'Imu?.

LETTA - ''Buttare queste cose nella fornace elettorale e' la cosa peggiore. Abbiamo fiducia nella Banca d'Italia, nella sua azione, e nei vertici per avere completa chiarezza su quello che e' successo e quello che succedera'. Ascolteremo con grande attenzione quello che il ministro Grilli dira' in Parlamento martedi', e diremo la nostra sul tema del rapporto banche e politica, dell'autonomia necessaria. Ma non si traggano da questa vicenda indicazioni di carattere generale che sarebbero sbagliate, perche' Siena e' una situazione particolare come ha sottolineato anche Giuseppe Guzzetti, il presidente dell'Acri, che ha invitato a non tirare conclusioni generali da una vicenda particolare. C'e' voluto troppo tempo, per quell'eccesso di municipalismo, per capire che bisognava che la fondazione scendesse sotto il 50 per cento del controllo della Banca. La linea di politica finanziaria del Pd e' sempre stata quella che le fondazioni non avessero la maggioranza nelle banche. Questa nostra posizione vale anche per il caso di Siena ma i senesi non ci hanno mai dato retta. E' proprio il tema della percentuale che ha visto sempre la fondazione detenere una quota troppo importante, la dimostrazione di quel municipalismo eccessivo ma che non c'entra nulla con questa vicenda. Quanto e' successo poteva capitare in qualunque banca. Si tratta di capire perche' e' successo e la Banca d'Italia deve fare la sua parte''.

D - Ci sono i soggetti deboli?.

LETTA - ''La prima attenzione deve andare a due categorie di persone. I dipendenti del Monte Paschi, trentamila famiglie, e i risparmiatori. Martedi' solleciteremo interventi per salvaguardarli. Vorrei aggiungere che non ci provi minimamente Berlusconi ad usare i dipendenti della banca come cinicamente uso' nel 2008 i dipendenti dell'Alitalia utilizzandoli solo per spot elettorali. Sono trentamila famiglie da tutelare e noi non consentiremo con lo siano. Non facciamo di ogni erba un fascio, non danneggiamo queste famiglie e i risparmiatori, ma un danno al Pd non ci sara' perche' noi siamo tranquilli''.

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