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pubblicato il 21/feb/2013 19:33

Mps: Di Pietro, Monti risponda a nostra interrogazione parlamentare

Mps: Di Pietro, Monti risponda a nostra interrogazione parlamentare

(ASCA) - Roma, 21 feb - ''Chiediamo a Monti di rispondere alla nostra interrogazione parlamentare su Mps depositata pochi giorni fa e di rendere immediatamente pubblici tutti i testi dei decreti e il testo della relazione della Corte dei Conti. Sulla torbida vicenda Mps continua la commedia degli equivoci''. E' quanto afferma in una nota il leader dell'Italia dei Valori e candidato di Rivoluzione Civile, Antonio Di Pietro. ''La Corte dei conti ha registrato il decreto del presidente del Consiglio su Mps - aggiunge Di Pietro - nel quale si afferma che si provvede a sottoscrivere anche in deroga alle norme di contabilita' di Stato, strumenti compatibili nel patrimonio di vigilanza. Prima per 2 miliardi e poi per altri 1.9 miliardi. Il governo valuta che, per far fronte agli oneri derivanti dal prestito a Mps, bisognera' provvedere mediante emissioni di titoli di Stato''. Secondo Di Pietro, ''Questi costi dovrebbero essere coperti anche con una riduzione lineare delle dotazioni finanziarie delle emissioni di spesa di ciascun ministero e con l'utilizzo temporaneo di disponibilita' sulla contabilita' speciale, nonche' sui conti intestati alle amministrazioni territoriali. Pero', come afferma il governo, queste due voci non danno una copertura sufficiente e, pertanto, diventa necessario emettere titoli di Stato sul debito pubblico. In conclusione si afferma che, in caso di perdite che comportino l'impossibilita' per Mps di pagare in forma monetaria gli interessi, che sono elevatissimi, essi verranno corrisposti mediante assegnazione al Mef di azioni ordinarie di nuova emissione''. In conclusione, e' l'opinione del leader di Idv, lo Stato da' quattro miliardi a Mps, per coprire il costo si indebita e, se Mps non restituisce i soldi allo Stato, potra' pagare con azioni ordinarie. ''Cioe' soldi veri dei cittadini italiani in cambio di carta - conclude Di Pietro - cosi' diventa evidente la ragione per cui i testi, ancora oggi, non sono pubblici ma lo saranno dopo le elezioni. Questa e' una vera truffa ai danni dei cittadini''. com-gar/sam/rl

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