giovedì 19 gennaio | 18:01
pubblicato il 10/giu/2014 12:00

Mose, G. Letta: io corretto, per me nè richieste nè versamenti

Al governo sono stato sempre trasparente,mai venuto meno a onestà

Mose, G. Letta: io corretto, per me nè richieste nè versamenti

Roma, 10 giu. (askanews) - "Ci vuole proprio molta fantasia per trasformare un normale e doveroso 'contatto istituzionale' in una richiesta o, peggio, in un versamento, e inventare così una 'favola' come quella attribuita alla Signora Minutillo. E non basta che lo stesso Baita in qualche modo precisi o smentisca, sia pure con fatica: meglio raccontarla quella 'favola'. Ma come si fa a smentire una favola? Basta dire che non c'è nulla di vero? E che è tutta una fandonia? Di certo, c'è solo che, nella realtà, non esistono nè richieste nè versamenti. Non sono mai esistiti, mai pensati e neppure immaginati. Per fortuna non sono io a doverlo dire, dal momento che prima di me, l'ha scritto con chiarezza il Gip di Venezia". Così, in una nota, Gianni Letta smentisce il suo coinvolgimento nella vicenda dei fondi neri del Mose di Venezia. "A pagina 499 la famosa Ordinanza sul Mose - ha spiegato Letta - riconosce esplicitamente che quei contatti sono 'del tutto privi di rilievo penale, non risultando alcun tipo di richiesta, ma risultando esclusivamente un interessamento rispetto ad un importante opera quale il Mose, rientrante nella fisiologia dei rapporti politico-istituzionali'. Peccato che qualche giornale si sia fermato alla prima stazione e non sia arrivato al capolinea dell'Ordinanza l'avessero fatto, avrebbero dovuto rinunciare al gioco perverso della insinuazione maliziosa, o della suggestione subdolamente allusiva per 'tirarmi dentro' vicende che non mi riguardano. E questo evidentemente dispiaceva. Come tante volte era già successo in passato". "Non è la prima volta, infatti, che il mio nome viene evocato o citato in una delle tante inchieste che riempiono le cronache di questi mesi. Ed è ovvio che lo sia - conclude -, perchè negli anni di governo, mi sono occupato di tante vicende, certo di tutte le più importanti, ma solo per dovere di ufficio e per le responsabilità connesse alla funzione ed al ruolo. Ma l'ho sempre fatto con spirito rigorosamente istituzionale, nella più assoluta correttezza e trasparenza, senza mai venir meno ai principi di onestà, di lealtà e di responsabilità, nel pieno rispetto della legge e dell'ordinamento".

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