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pubblicato il 28/ago/2012 05:10

Monti vede Napolitano: Ora crescita, la Ue faccia sua parte

Premier in udienza dal Papa. Mercoledì a Berlino da Merkel

Monti vede Napolitano: Ora crescita, la Ue faccia sua parte

Roma, 28 ago. (askanews) - Il colloquio al Quirinale con Giorgio Napolitano per colazione, poi nel tardo pomeriggio dal papa Benedetto XVI a Castel Gandolfo. Il lunedì di Mario Monti è impegnato da queste due visite: la seconda di carattere strettamente privato, la prima invece per fare il punto con il Capo dello Stato sulla ripresa dell'attività di governo dopo la breve pausa estiva, imperniata sulla strategia di crescita interna e sul ruolo della Ue per l'uscita dalla crisi. Al Colle il presidente del Consiglio si trattiene per oltre un'ora: nella conversazione - a quanto si apprende - si affronta prima di tutto l'agenda per la crescita che il governo ha iniziato a mattere nero su bianco con il Consiglio dei Ministri di venerdì. "Uno sforzo comune per la crescita che ora va dettagliato e tradotto in azioni concrete", spiegano da palazzo Chigi, raccogliendo in qualche modo le sollecitazioni dei partiti che appunto avevano invitato ad una maggiore concretezza in vista del difficile autunno alle porte. Un'agenda che per lo staff del premier ha un orizzonte temporale ancora lungo: "Noi ragioniamo sempre avendo come scadenza il termine della legislatura nella primavera 2013", spiegano i collaboratori di Monti, guardando anche allo stallo dei partiti sulla nuova legge elettorale. E come da sempre nella strategia del premier, alle riforme interne si affianca la strategia europea, discussa anch'essa al Colle con Napolitano. Da mercoledì Monti sarà infatti di nuovo impegnato nei bilaterali con i partner europei: tra due giorni il premier sarà ancora una volta a Berlino, per un altro colloquio con Angela Merkel, mentre martedì 4 settembre Francois Hollande gli farà visita a Roma. L'obiettivo del governo, spiegano fonti dell'esecutivo, è sempre quello di dare attuazione concreta alle decisioni del Consiglio Europeo di fine giugno, di cui - si fa notare - il meccanismo antispread è solo una parte, seppure rilevante. Un tema che - sostengono dallo staff del premier - non verrà affrontato nei dettagli a Berlino, anche perchè - si ribadisce ancora una volta - per ora l'Italia non ha intenzione di avanzare richiesta di intervento da parte dell'Esfs e poi delll'Esm. Piuttosto, anche nel colloquio al Quirinale ci si è soffermati sul ruolo che la Ue deve avere in una strategia di crescita e di stabilità finanziaria, come da sempre chiedono Napolitano e Monti. La visita in Germania è però preceduta dalle polemiche durissime che hanno coinvolto in questi giorni Bce e Bundesbank, Banca d'Italia e opinione pubblica tedesca. Polemiche cui da palazzo Chigi guardano quasi con distacco: "Da sempre c'è questa dialettica tra Bundesbank e Bce, non è certo una novità". E poi "le decisioni che prende Francoforte attengono all'assoluta indipendenza della Bce, e vengono prese secondo le modalità di voto previste dallo statuto della Banca Centrale", si sottolinea. Un modo per dire che non è certo con interviste sui giornali che la Buba può condizionare oltre i suoi limiti le scelte della Bce. Così come, si osserva, "non è certo la Bundesbank che può condizionare le decisioni del Consiglio Europeo e quanto è stato deciso e messo nero su bianco dai capi di governo a Bruxelles". Insomma, la sensazione nel governo è che al di là delle posizioni dei falchi, Berlino potrà dare un contributo decisivo alla stabilizzazione dell'area euro, quando - dopo che la Corte Costituzionale tedesca si sarà pronunciata sull'Esm - si tratterà di rendere operativo il Fondo, compresa la possibilità di intervento a favore dei Paesi 'virtuosi'.

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