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pubblicato il 21/dic/2011 22:03

Monti vede Berlusconi-Bersani: confronto ma niente veti

Solo così si evita manovra bis, la priorità ora è la crescita

Monti vede Berlusconi-Bersani: confronto ma niente veti

Roma, 21 dic. (askanews) - Un'ora e mezzo con Silvio Berlusconi, un'ora e mezza con Pierluigi Bersani. Due lunghi incontri per iniziare a tracciare anche con i principali partiti della 'maggioranza' il cammino della 'fase due', quella che dopo la manovra di consolidamento fiscale dovrà gettare le basi per la crescita che eviterà, è la convinzione espressa da Mario Monti, una successiva stangata sugli italiani nei primi mesi del 2012. una 'fase due' che però rischia di incagliarsi sulla 'cabina di regia' reclamata da Berlusconi e stoppata da Bersani. Ai partiti il premier assicura la volontà di tenere aperto il confronto, senza però che questo comporti la paralisi del governo: perchè una 'fase due' efficace e senza eccessive fibrillazioni e veti incrociati è appunto l'unica garanzia per evitare un'altra manovra. "Il suo obiettivo è che la maggioranza abbia una sua stabilità, consapevole che non è una maggioranza politica e delle difficoltà che questo comporta. Ma se una forma di coordinamento tra i partiti e il governo arriverà bene, altrimenti c'è il luogo deputato al confronto, ovvero il Parlamento", spiega un membro del governo. Da palazzo Chigi tendono dunque a minimizzare la questione 'cabina di regia', anche alla luce delle resistenze che il Pd continua a opporre: "Meglio non cercare a tutti i costi un metodo standardizzato per tutti i provvedimenti ma gestire di volta in volta la situazione". Tuttavia, tra i membri del governo c'è la consapevolezza che "la manovra è stata approvata nell'emergenza che ha fatto superare i veti incrociati. Ora il rischio è che sui provvedimenti per la crescita le richieste dei partiti ne rallentino l'approvazione", si spiega. E così oggi il premier ha ascoltato Berlusconi frenare su alcune liberalizzazioni, chiedendo che l'apertura dei mercati non riguardi solo farmacie e tassisti; e Bersani congelare l'articolo 18. Un punto sul quale il premier avrebbe rassicurato il segretario pd, ribadendo la volontà di confronto con le parti sociali e quella di affrontare il tema dell'articolo 18 solo all'interno della più ampia riforma del mercato del lavoro che ha come punto d'approdo la flex security 'alla danese'. Intanto il governo sta per chiudere sul decreto milleproroghe: "rispetterà in pieno il titolo", spiega un ministro. Ovvero, si tratterà effettivamente solo di proroghe, senza correzioni alla manovra e senza innesti fuori tema. Il decreto approderà al consiglio dei ministri convocato per venerdì, insieme al decreto di rifinanziamento delle missioni all'estero. Alla riunione preparatoria del cdm è intervenuto anche il premier Mario Monti, che ha fatto gli auguri di fine anno ai vari capi di gabinetto. Nell'occasione, il sottosegretario Antonio Catricalà - riferiscono fonti di governo - ha ribadito davanti al premier che nel decreto milleproroghe non ci saranno correzioni al dl manovra, salvo una modifica ad una norma tecnica sugli enti previdenziali disciolti. Anche se è possibile che il testo sia 'arricchito' durante l'iter parlamentare.

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