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pubblicato il 25/set/2012 05:10

Monti: Ripresa in 2013 ma basta inerzie su ddl anticorruzione

Premier: Italiani non ostili, non abbiamo prospettive elettorali

Monti: Ripresa in 2013 ma basta inerzie su ddl anticorruzione

Roma, 25 set. (askanews) - Il 2013 sarà un anno di "crescita economica" ma le parti sociali devono essere "coraggiose" e le imprese capire che è necessario aumentare "competitività e produttività". E un ostacolo non da poco alla competitività del Paese e all'attrazione di investimenti esteri è la corruzione. Anche per questo il premier Mario Monti ha mandato un duro avvertimento alle forze politiche perchè non perdano ulteriore tempo e non tergiversino sul ddl anti corruzione all'esame del Senato. "C'è un'inerzia comprensibile ma non scusabile - ha detto Monti aprendo la conferenza sulle riforme strutturali in Italia insieme al segretario generale dell'Ocse José ngel Gurria - da alcune parti politiche". Ma il governo intende "andare avanti". Monti non nomina il Pdl ma il messaggio è chiaramente rivolto agli azzurri a cui non a caso il presidente del Consiglio assicura che "ci sarà un pacchetto equilibrato sulla giustizia". Immediato l'appoggio a Monti sul dossier corruzione da parte del Pd con la capogruppo Anna Finocchiaro, che definisce la legge "urgentissima", e anche da Fli, mentre il capogruppo del Pdl in commissione Giustizia alla Camera Enrico Costa attacca i democratici che "fanno propaganda su un tema sbagliato". Monti è ottimista sull'uscita dell'Italia dalla crisi economica, rivendica il fatto che il Paese non sia più nella lista di quello che mettono a rischio la stabilità dell'eurozona. Certo "vanno create" le condizioni per la ripresa e per il rilancio di settori importanti tra cui quello dell'auto. Reduce dall'incontro di due giorni fa con i vertici del Lingotto sgombra il campo da ogni equivoco: loro non hanno chiesto aiuti economici al governo, se anche fosse l'esecutivo non li avrebbe concessi. Bisogna invece andare avanti con le riforme. Non è vero, però, che chi fa riforme strutturali poi perde le elezioni come ha teorizzato il presidente dell'Eurogruppo Juncker, Monti ci tiene a sottolineare che il popolo italiano "non è ostile" verso il governo. Il viatico per un Monti-bis? Per l'ennesima volta il Professore si schermisce: "Non abbiamo come prospettiva quella elettorale".

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