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pubblicato il 22/dic/2011 14:53

Monti: Ora in Ue a testa alta, da partiti forte appoggio

Apre a cabina regia, promette crescita e a italiani: Comprate Bot

Monti: Ora in Ue a testa alta, da partiti forte appoggio

Roma, 22 dic. (askanews) - Una manovra che permette all'Italia di andare in Europa "a testa alta" per come ha affrontato la crisi, approvata in tempi rapidi grazie al sostegno dei partiti che - al di là delle dichiarazioni pubbliche - è molto più forte di quanto gli stessi partiti non vogliano far apparire. Una manovra che getta le basi per la 'fase due', quella che attraverso il controllo della spesa pubblica e le misure per la crescita dovrà affrontare, dopo la crisi del debito, lo spettro della recessione che già incombe sull'Italia. Fase due che sarà tanto più efficace quanto gli italiani per primi dimostreranno fiducia in loro stessi, comprando - è l'appello - i titoli del debito pubblico. Mario Monti parla quasi mezz'ora in Senato e oltre a difendere il decreto promette "a breve" i provvedimenti per la crescita. Ma soprattutto il premier si preoccupa di riconoscere ai partiti e al Parlamento i loro meriti, dando atto del senso di responsabilità dimostrato nei fatti concreti, al di là degli atteggiamenti pubblici. Tanto da lasciare a loro la scelta su quale modello di confronto, anche in via preventiva, si vorrà avere in futuro: "Agevolerebbe il nostro lavoro". Il premier apre il suo intervento prima del voto di fiducia a palazzo Madama sottolineando il lavoro "rapido, responsabile e approfondito, nel rispetto e nella valorizzazione assoluta da parte del governo di questo Parlamento, su un decreto di estrema urgenza che permette all'Italia di affrontare a testa alta la gravissima crisi europea". Decreto "migliorato sotto ogni punto di vista" grazie ai suggerimenti dei partiti di maggioranza. Ma anche le istanze del Nord sono tenute in conto dal governo, "nonostante lo scarso atteggiamento di proposizione da parte di chi le rappresenta", dice con una frecciata alla Lega. Ai partiti che lo sostengono, Monti riserva invece una lunga serie di attestati di stima, anche 'smascherando' il gioco delle dichiarazioni pubbliche per prendere distanza dalle scelte dell'esecutivo: "Vorrei dire al Paese che l'appoggio al governo è molto più grande di quanto i partiti lascino intendere o dichiarino. Posso capire che i colloqui con il premier, che sono di grande appoggio, vengano presentati poi esternamente piuttosto dal punto di vista del veto o della forte pressione", ma da parte dei partiti c'è stata la "rinuncia in partenza a qualsiasi cedimento al gusto della popolarità". Complimenti che hanno l'obiettivo di stabilizzare la maggioranza, così come l'apertura sulla 'cabina di regia' o comunque su un tavolo di confronto preventivo tra governo e partiti: per Monti si può anche andare avanti con i distinguo pubblici, "se questo è utile", ma "sappiate che ogni modo gradito ai partiti che ci consenta di consultarvi di più, anche in anticipo, agevola la nostra azione nell'interesse del Paese". Azione che ora avrà come "asse portante" la "proiezione allo sviluppo e alla crescita", anche con una battaglia a Bruxelles affinchè l'Europa cambi e persegua la crescita in maniera meno "fredda e insensibile". Perchè sul fronte della crescita finora "abbiamo fatto il possibile in due settimane", ma "resta da fare un lavoro enorme per liberare l'economia italiana dai freni che l'hanno rallentato la crescita". Il primo fronte saranno le liberalizzazioni sulle quali il governo è pronto a intervenire con "azioni coraggiose", ascoltando "tutti i suggerimenti anche su settori delicati come le farmacie". In parallelo ci sarà il lavoro di spending review nelle amministrazioni pubbliche: "Ci vorranno mesi, ma i risultati saranno duraturi", visto che "non c'è crescita senza disciplina finanziaria, non c'è stabilità se bilanci non sono in ordine". Solo alla fine Monti affronta il terzo capitolo, il "tema chiave" del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali. E ribadisce ancora una volta che "sarà necessario e possibile procedere con uno stile di rapporti con le parti sociali diverso da quello avuto in questa prima fase. Rispetto a pensioni e fiscalità, infatti, questo è un tema che richiede per sua natura il dialogo con le parti sociali. Avremo una agenda strutturata di incontri".

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