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pubblicato il 20/nov/2012 19:36

Monti nel Golfo: Evitato disastro,investitori tornano in Italia

Clima sociale più favorevole, grazie a mie riforme 4 punti Pil

Monti nel Golfo: Evitato disastro,investitori tornano in Italia

Abu Dhabi, 20 nov. (askanews) - Il "disastro totale" è stato evitato, l'incendio nella casa "è stato spento", e ora gli investitori "stanno tornando in Italia" perchè presenta maggiori margini remunerativi grazie al suo "potenziale di crescita" finalmente sbloccato dopo oltre un decennio dalle riforme strutturali del governo "appoggiate dai partiti" che "per l'Ocse valgono 4 punti di pil in 10 anni". Non solo: l'Italia può contare su un clima sociale e su una maturità dei cittadini che non si riscontra in altri Paesi, visto che "finora non hanno reagito" alle misure di austerity "come purtroppo è successo in altri Paesi". E' il Paese che Mario Monti presenta agli investitori degli Emirati Arabi, nell'ultima tappa della sua tre giorni nel Golfo che lo ho portato anche in Kuwait, Qatar e Oman. Stamattina alla Camera di Commercio di Dubai, nel pomeriggio alle elites politiche, economiche e culturali di Abu Dhabi, Monti racconta l'Italia che - come sottolinea più volte - è il prodotto "dell'ultimo anno", quello in cui è stato al governo. Platee interessatissime, spiega lo stesso premier, alle misure adottate, ma anche ai "processi politici" che le hanno consentite e al clima sociale che hanno prodotto. E allora parla del "benevolo passo indietro" dei partiti, che hanno scelto di non stare al governo ma hanno appoggiate tutte le misure, "anche quelle impopolari", adottate dall'esecutivo; e anche di un popolo che ha accettato di compiere i sacrifici necessari, "non contento di farli ma consapevole che andavano fatti". La dimostrazione è che "finora" l'austerity italiana non ha visto le "reazioni" che "purtroppo" si sono avute in Grecia, Spagna e Portogallo. Una 'pace sociale' che potrebbe durare grazie ad una azione di governo che - sembra il ragionamento del premier - potrebbe aver scongiurato la temuta spirale viziosa austerity-recessione, visti i dati del terzo trimestre incoraggianti rispetto alle previsioni che lasciano intravedere una stabilizzazione dell'economia prima dell'attesa ripresa del 2013. Una maturità che il premier auspica di trovare anche domani, al tavolo con le parti sociali, dove spera di concludere il negoziato sulla produttività. Dunque, è il consiglio che Monti rivolge - anche da economista - agli investitori del Golfo, è il momento di tornare in Italia come "i mercati stanno iniziando a fare". Del resto, rivendica, "negli ultimi 12 mesi il mio governo si è mosso rapidamente e ha portato il Paese su un terreno sicuro mettendo il debito su una traiettoria discendente e migliorando il contesto per il business". L'insieme delle riforme "ha modernizzato la pubblica amministrazione, rafforzato la legalità, aumentato la competitività e reso il mercato del lavoro più flessibile e dinamico". Ora "i mercati hanno cominciato ad accorgersene e stanno tornando in Italia". Ma il messaggio di Monti nel Golfo è positivo anche l'Europa, che "pur nella sua complessità sta lavorando nella giusta direzione". Il premier ha ricordato "i progressi dell'ultimo anno", e dunque "ho potuto rassicurare i miei interlocutori" anche sulle prospettive dell'eurozona. Che questo basti a riportare in Italia i capitali del Golfo lo si vedrà nei prossimi mesi: intanto Monti porta a casa, oltre agli accordi dei giorni scorsi in Kuwait, Qatar e Oman, una dichiarazione congiunta con il vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Al Maktoum, con l'impegno a "rafforzare gli scambi commerciali e gli investimenti reciproci nei settori dell'industria e del turismo", oltre alla cooperazione in campo universitario e culturale e nella lotta al commercio illegale di opere d'arte. Passaggio importante, visto che l'Eni è in ballo per l'assegnazione della concessione sui giacimenti di Abu Dhabi: da 70 anni appannaggio esclusivo di Total, Shell, Bp e Exxon, è ora aperto il beauty contest internazionale: "Siamo fiduciosi e ben posizionati", dice l'ad Paolo Scaroni che ha sfruttato la visita di Monti per instaurare "rapporti personali" e "mostrare interesse verso l'operazione".

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