sabato 03 dicembre | 19:13
pubblicato il 10/feb/2014 18:12

Monti: Napolitano, complotto? Fumo, solo fumo (1 update)

(ASCA) - Roma, 10 feb 2014 - ''Complotto? Fumo, solo fumo.

Ecco i fatti''. E' quanto scrive il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera al quotidiano 'Il Corriere della sera'' - e che compare sul sito online del giornale - sulla ricostruzione dei fatti dell'estate 2011 contenuta in un libro di Alain Friedman.

Napolitano dice di poter ''comprendere che l'idea di ''riscrivere'', o di contribuire a riscrivere, ''la storia recente del nostro Paese'' possa sedurre grandemente un brillante pubblicista come Alain Friedman. Ma mi sembra sia davvero troppo poco per potervi riuscire l'aver raccolto le confidenze di alcune personalita' (Carlo De Benedetti, Romano Prodi) sui colloqui avuti dall'uno e dall'altro - nell'estate 2011 - con Mario Monti, ed egualmente l'avere intervistato, chiedendo conferma, lo stesso Monti. Naturalmente - continua il Capo dello Stato - non poteva abbandonarsi ad analoghe confidenze (anche se sollecitate dal signor Friedman), il Presidente della Repubblica, che ''deve poter contare sulla riservatezza assoluta'' delle sue attivita' formali ed egualmente di quelle informali, ''contatti'', ''colloqui con le forze politiche'' e ''con altri soggetti, esponenti della societa' civile e delle istituzioni''(vedi la sentenza n. 1 del 2013 della Corte Costituzionale). Nessuna difficolta', certo - chiarisce - a ricordare di aver ricevuto nel mio studio il professor Monti piu' volte nel corso del 2011, e non solo in estate : conoscendolo da molti anni (gia' prima che nell'autunno 1994 egli fosse nominato Commissario europeo su designazione del governo Berlusconi), e apprezzando in particolare il suo impegno europeistico che seguii da vicino quando fui deputato al Parlamento di Strasburgo. Nel corso del cosi' difficile - per l'Italia e per l'Europa - anno 2011, Monti era inoltre un prezioso punto di riferimento per le sue analisi e i suoi commenti di politica economico-finanziaria sulle colonne del Corriere della Sera.

Egli appariva allora, e di certo non solo a me, una risorsa - sottolinea Napolitano - da tener presente se necessario, da acquisire al governo del paese''. Ma i ''veri fatti, i soli della storia reale del paese nel 2011 - prosegue nel suo ragionamento il Presidente della Repubblica - sono noti e incontrovertibili. Ed essi si riassumono in un sempre piu' evidente logoramento della maggioranza di governo uscita vincente dalle elezioni del 2008. Basti ricordare innanzitutto la rottura intervenuta tra il PdL e il suo cofondatore, gia' leader di Alleanza Nazionale, il successivo distacco dal partito di maggioranza di numerosi parlamentari, il manifestarsi di dissensi e tensioni nel governo (tra il Presidente del Consiglio, il ministro dell'economia ed altri ministri), le dure sollecitazioni critiche delle autorita' europee verso il governo Berlusconi che culminarono dell'agosto 2011 nella lettera inviata al governo dal Presidente della Banca Centrale Europea Trichet e dal governatore di Bankitalia Draghi. L'8 novembre - ricorda Napolitano - la Camera respinse il rendiconto generale dell'Amministrazione dello Stato, e la sera stessa il Presidente del Consiglio da me ricevuto al Quirinale convenne sulla necessita' di rassegnare il suo mandato una volta approvata in Parlamento la legge di stabilita'. Fu nelle consultazioni successive a quelle dimissioni annunciate che potei riscontrare una larga convergenza sul conferimento a Mario Monti - da me gia' nominato, senza alcuna obiezione, senatore a vita - dell'incarico di formare il nuovo governo. Mi scuso - conclude - per aver assorbito spazio prezioso sul giornale da lei diretto per richiamare quel che tutti dovrebbero ricordare circa i fatti reali che costituiscono la sostanza della storia di un anno tormentato, mentre le confidenze personali e l'interpretazione che si pretende di darne in termini di ''complotto'' sono fumo, soltanto fumo''.

sgr-fdv

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