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pubblicato il 19/ott/2013 12:00

Monti: Mauro-Casini specialisti slalom, snaturano Scelta civica

Senza di noi Berlusconi sarebbe al Quirinale o Palazzo Chigi

Monti: Mauro-Casini specialisti slalom, snaturano Scelta civica

Milano, 19 ott. (askanews) - Le dimissioni di Mario Monti "non sono state un fulmine a ciel sereno. Il cielo non era sereno affatto. Serviva una ventata che spazzasse via la nebbia, al cui riparo undici senatori, più un senatore al governo, operavano per uno snaturamento di Scelta civica. In particolare due capitani di lungo corso: il senatore Pier Ferdinando Casini e il ministro Mario Mauro, più altri improbabili compagni di viaggio". Lo ha affermato lo stesso presidente dimissionario di Scelta civica Mario Monti, in un'intervista al Corriere della Sera. Furono proprio Casini e Mauro, ha spiegato Monti, "tra coloro che più mi sollecitarono a guidare una nuova formazione politica". I due "paiono molto attivi" in un "secondo snaturamento" di Scelta civica, dissolvere il nostro movimento in un nuovo soggetto 'moderato', aperto a quanto pare anche al Pdl, senza badare troppo se qusto si sia veramente emendato di quelle personaità, di quei valori e di quelle linee politiche che sono molto diverse da quelle su cui si è costituita Scelta civica". "Mauro - ha aggiunto - da capogruppo al Senato è andato, con il suo collega alla Camera Dellai, a trattare per la composizione del governo, di cui non mi sono occupato, e ne è uscito ministro della Difesa". All'accusa di essere un dilettante della politica, Monti ha replicato: "Se i professionisti sono gli specialisti di slalom, allora mi considero un dilettante". Nel contrasto con Mauro e Casini sull'Imu, spiega ancora,"c'è tutta la differenza tra una politica dei contenuti, l'unica che interessa a noi, e una politica tipo Gps, cioè dei posizionamenti", "l'unica che forse interessa ad altri". Riguardo il presidente del Consiglio Enrico Letta, Monti si è detto "dispiaciuto" per il fatto che "forse per ingraziarsi il Pdl e Berlusconi che minacciava la crisi per le sue questioni giudiziarie, il governo abbia, in particolare sull'Imu, realizzato il programma elettorale del Pdl". Sulla decadenza di Berlusconi, Monti ha affermato che voterà "attenendosi alla legge" e rivendicato il fatto che "senza di noi, il Pdl avrebbe la maggioranza alla Camera e al Senato, Berlusconi sarebbe diventato a sua scelta presidente della Repubblica o presidente del consiglio, e avrebbe deciso da chi sarebbe stata occupata l'altra posizione".

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