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pubblicato il 12/feb/2014 10:36

Monti: Frattini, la caduta di Berlusconi non fu un complotto

Monti: Frattini, la caduta di Berlusconi non fu un complotto

(ASCA) - Roma, 12 feb 2014 - ''La speculazione stava attaccando l'Italia come un leone ferito. Francia e Germania non c'entrano. La maggioranza era sul punto di sfaldarsi.

Berlusconi compi' una scelta alta e giusta, chi la attribuisce ad altri non gli rende onore''. Cosi' l'ex ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un'intervista al 'Corriere della Sera'.

''Non furono affatto mesi di complotti'', assicura l'ex ministro. ''La nota del Presidente Napolitano mi pare chiarissima: consultare un ex commissario europeo e allora presidente della Bocconi largamente stimato come era Monti, chiedergli valutazioni sulla crisi economica dell'Italia che era gia' evidente con l'inizio dell'attacco speculativo che raggiunse il suo apice nelle settimane successive, mi sembra un fatto normale e direi doveroso''. ''Tremonti presento' la manovra a giugno. Immediatamente si scatenarono una raffica di dichiarazioni dall'interno della maggioranza fatte di minacce di defezioni ulteriori rispetto a quelle gia' subite con lo strappo di Fini, e fatte da annunci di crisi a giorni alterni da parte della Lega...'', ricorda Frattini. A luglio - continua Frattini - nel suo discorso alle Camere, ''Tremonti diede il senso della drammaticita' della situazione con questa frase ''come sul Titanic, qui vanno a fondo anche i passeggeri di prima classe''. Lo spread, lo ricordo, era gia' salito a 300, le preoccupazioni europee crescevano e ci arrivo' la lettera della Bce nel mezzo di un durissimo attacco speculativo all'Italia. Berlusconi torno' dal vertice di Cannes con l'impegno ad anticipare il pareggio di bilancio al 2013, e Tremonti si infurio' perche' sarebbe servita, disse, una manovra enorme. Lo spread si impenno', la maggioranza era a un passo dallo sfaldarsi - c'era il gruppo di Antonione che aveva lasciato, si parlava del possibile strappo di Scajola - e fu chiaro che non avremmo potuto reggere''. ''In quei mesi partecipai a un incontro al Quirinale delicato e difficile. Il capo dello Stato aveva ripetuto piu' volte a Berlusconi: ''Presidente, lei si preoccupi della sua maggioranza. Finche' c'e', il suo governo sara' in carica''.

E, infatti, il governo cadde quando la maggioranza venne meno in Parlamento, non fuori''. com/vlm

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