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pubblicato il 14/mag/2012 05:10

Monti: forti tensioni sociali, sforzo comune per andare avanti

Frustrazioni "inevitabile"; Italia faccia passi avanti in Ue

Monti: forti tensioni sociali, sforzo comune per andare avanti

Rondine (Ar) , 14 mag. (askanews) - L'Italia in questo momento è attraversata da "forti tensioni sociali", ma è solo "con lo sforzo comune" che si può andare avanti. Ha colto l'occasione della visita alla Cittadella della Pace di Rondine, il presidente del Consiglio Mario Monti, per intervenire, seppur non direttamente, sugli ultimi episodi di cronaca che si possono ricondurre alla crisi. Una crisi che, per Monti, rischia di diventare "non solo economica, ma di cultura e di valori". La domenica aretina del premier è cominciata ieri mattina, ad Arezzo, dove Benedetto XVI ha chiesto che "l'Italia reagisca allo scoraggiamento". E Monti ha ripreso idealmente il richiamo del Pontefice, rivolgendosi ai ragazzi che la comunità di Rondine chiama da tutto il mondo, mettendo insieme quanti provengono da Paesi in conflitto. Allo stesso modo, al premier "sta capitando di fare questo nel mondo politico italiano: faccio stare a tavola forze politiche che si sono combattute e che lavorano per il bene del Paese". Insomma, i segni di "frustrazione, rabbia, aggressività" che siregistrano nella vita di tutti i giorni sono per Monti riconducibili alla crisi economica, e sono persino "inevitabili". La via uscita è affrontare i problemi "con convinzione e coraggio", e con equità: "il senso dello sforzo comune - avverte il presidente del Consiglio - deve basarsi su un'equa ripartizione del peso a carico di ciascuno". In questo quadro, rientra il tema dell'immigrazione: "persone di culture tanto diverse sbarcano nel nostro Paese alla ricerca di una vita dignitosa. Da questi esodi forzati - è convinto Monti - non può certo nascere serenità". Tante quindi le "difficoltà da gestire", complessi i "motivi di grande tensione sociale". Fermo restando che se "il modello europeo sta facendo passi indietro", è l'Italia che "deve fare passi avanti". La parola d'ordine dunque resta dunque il dialogo: tanto al Governo, dove il premier fa "stare a tavola forze politiche contrapposte per il bene del Paese", quanto tra le giovani generazioni. A loro, il compito di "costruire un ponte di fiducia".

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